Giancarlo Negro su flop “Resto al Sud”: non bastano incentivi

LECCE – “Non basta dare incentivi in fase di avvio, quando il resto del contesto non favorisce il fare impresa”. Il presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro non ha dubbi sul fatto che sia dovuto a questo il flop della misura statale denominata “Resto al Sud”, compensato invece dalla pioggia di domande per le gemelle misure regionali destinate ai giovani pugliesi. Tremila le istanze presentate, a fronte delle appena 67 per Resto al Sud. A diffondere i dati è la Regione, che cerca anche di spiegare con questi numeri la scarsità di richieste ottenuta dalla misura voluta dal governo e gestita da Invitalia per evitare l’emigrazione dal Mezzogiorno, giungendo ad una conclusione: “agli aspiranti imprenditori che operano in Puglia, evidentemente NIDI e PIN appaiono più attrattivi”.

Se Nidi attrae di più non è solo perché non è destinato soltanto ai giovani: il fondo perduto ammonta al 50 per cento sugli investimenti e al 100 per cento sulle spese di gestione, con prestito a tasso zero erogato direttamente da Puglia Sviluppo e senza richieste di garanzie. “Resto al Sud”, invece, prevede un contributo a fondo perduto solo per il 35 per cento.

E questa sovrapposizione che si viene a creare tra misure nazionali e locali probabilmente disorienta. “Spesso sono coincidenti -dice Negro- anche quelle più consistentiriservate alla grande impresa. Ne parlammo già due anni fa”.

 

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