Prof leccese assassinato, l’autopsia: “10 coltellate”. Un solo aggressore

BERGAMO – Dopo quattro lunghe ore la dinamica del delitto è apparsa chiara. Il professor Cosimo Errico, docente leccese assassinato nelle sua cascina a Bergamo (dove da anni viveva con la famiglia) è stato accoltellato 10 volte. Alla schiena, alla nuca, e poi alle mani, alle braccia, e in pieno viso di trasverso sulle labbra. Quello fatale è stato il taglio alla gola che ha reciso la vena giugulare. È morto per soffocamento Errico, conseguenza dell’emorragia.
Prima il riconoscimento della salma da parte della moglie Gisella Borgonzoni e dal figlio Simone. Poi l’esame autoptico effettuato dalla dottoressa Yao Chen dell’Università di Pavia.

I tagli inferti lasciano pensare all’utilizzo di un coltello da cucina. Arma che, ad oggi, non è ancora stata rinvenuta. In queste ore cinquanta carabinieri dalle stazioni di tutta la provincia stanno perlustrando boschi e campi intorno al luogo del delitto.

Stando alle ultime dichirazioni degli inquirenti l’aggressore sarebbe stato uno, non è escluso però che fosse in compagnia di un complice. I militari hanno già ascoltato 25 persone, tra ex dipendenti, vicini e compaesani.

La pista resta quella legata ai rapporti tra il docente dai natali leccesi e i migranti impiegati nella masseria didattica. Secondo le testimonianze raccolte finora, molti di loro sarebbero stati sottopagati sebbene impiegati in lavori agricoli pesanti e dai ritmi frenetici.

 

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