Incendio Cesine, sopralluogo della Regione: più sorveglianza

VERNOLE- Troppo vasto, troppo grave. Il maxi incendio che domenica e lunedì ha bruciato un’area preziosa del litorale adriatico leccese, a ridosso della riserva del Wwf Le Cesine, scuote anche la Regione Puglia. In mattinata, il neoassessore all’Ambiente Gianni Stea ha voluto rendersi conto di persona della portata del rogo, della concretezza del rischio dolo e delle misure che possono essere messe in campo.

Dagli iniziali 24 ai successivi 60 ettari. Il conto finale, stando ai dati dell’assessore, è di 82 ettari compromessi. Canneto, soprattutto (45 ettari), ma anche pineta (37 ettari) e tanta macchia mediterranea. Se l’allerta è stata immediata è grazie al fatto che la riserva è molto frequentata e i cittadini sanno vestire i panni di sentinelle. Le misure di prevenzione, però, vanno implementate.

La rigenerazione del canneto non richiederà tempi lunghi. Nel breve periodo, si cercherà di intervenire per il ripristino. Nel lungo periodo, come si è riflettuto anche nell’incontro tenutosi in tarda mattinata nel municipio di Vernole, si dovrà inevitabilmente pensare a forme di videosorveglianza adeguate e ad una costante manutenzione della zona.

L’assessore ha ribadito che la Regione si costituirà parte civile in un eventuale procedimento penale, e ha sottolineato, appunto, la necessità di “avviare da subito un lavoro di concertazione per portare a breve termine dei miglioramenti nell’ambito della sorveglianza in queste aree laddove adesso manca”. Ad oggi solo l’oasi del Wwf è dotata di un piano antincendio grazie al quale è stata salvata dalle fiamme.

 

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