“Piano casa si applica anche in aree vincolate”

LECCE- Un ricorso partito da Lecce sgombera il campo da equivoci relativi al Piano Casa: si applica anche in zone sottoposte a vincoli paesaggistici. Lo dice il Consiglio di Stato, pronunciandosi per la prima volta sulla questione. Lo fa confermando la linea del Tar di Lecce e ribaltando quanto invece sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali. Quest’ultimo aveva negato il proprio assenso paesaggistico al progetto presentato da un cittadino di Ostuni per realizzare, su un terreno vincolato, un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio esistente con aumento di cubatura fino ad un massimo del 35 per cento, come, appunto, prevede il Piano Casa. Il proprietario si è rivolto ai giudici, per il tramite degli avvocati Pierluigi e Giorgio Portaluri, che hanno innanzitutto avuto ragione, nel giugno scorso, dinanzi al Tar salentino, che ha blindato la normativa regionale.

Stando alla legge sul Piano Casa, incostituzionale secondo il Mibact, i Comuni possono disporre l’individuazione di ambiti territoriali e di immobili ricadenti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico e nei quali consentire gli interventi di demolizione con ricostruzione o ristrutturazione con aumento di volumetria non superiore al 35 per cento. Così aveva fatto anche il Comune di Ostuni. Così hanno fatto anche molti altri municipi. Il principio fissato dal Tar di Lecce è chiaro: “ben possono essere coordinati tra loro ma che devono necessariamente restare distinti” i due interessi pubblicidi conservazione ambientale e paesaggistica, di esclusiva competenza dello Stato, e di governo del territorio e la valorizzazione ambientale e paesaggistica che spettano alla concorrente competenza di Stato e Regioni. Il Mibact ha impugnato quella sentenza, chiedendone la sospensiva. Il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta con un’ordinanza che segna un punto cruciale nell’applicazione del Piano casa in Puglia.

 

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