“La ricerca vien di notte” ed appassiona

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LECCE – Una full immersion nel mondo della ricerca pugliese a stretto contatto con chi la conduce, la anima, la vive ogni giorno: ricercatori e ricercatrici che venerdì sera hanno aperto le porte dei propri laboratori per raccontare il lavoro e la passione della vita in occasione della “Notte dei Ricercatori”, l’iniziativa propossa dalla Commissione Europea che dal 2005 coinvolge migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei

“La ricerca vien di notte” ed ha raccontato universo, mondo subatomico, biosfera, beni culturali, scienze umane e tecnologie future. E ancora nanotecnologie, biotecnologie, medicina personalizzata, aerospazio, agroalimentare, materiali per la sostenibilità, dieta mediterranea, archeologia.

A Lecce due le sedi che hanno ospitato l’evento, anzi gli eventi, che hanno caratterizzato una nottata unica: il Monastero degli Olivetani e il complesso Studium 2000, dove è stato possibile scoprire, conoscere, cimentarsi in esperimenti e laboratori interattivi, anche con il coinvolgimento di CNR, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Istituto Italiano di Tecnologia e Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che hanno raccontato la scienza con parole semplici Ma non solo: spettacolo teatrali, dibattiti, presentazioni e giochi scientifici per bambini.

L’Ateneo salentino ha coordinato il progetto regionale Ern Apulia, ed è diventato polo aggregante di tutte le Università Pugliesi, concretizzando il senso profondo della manifestazione: la condivisione di competenze e lo scambio di esperienze, veri motori della ricerca”.

 

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