Delibera di pre-dissesto, Prima Lecce: voto possibile se si “limano” i tributi

LECCE – Basta una delibera, nel caso specifico quella di pre-dissesto, per mettere nuovamente alla prova la maggioranza di Palazzo Carafa. Venerdì mattina si torna in aula e i conti rappresentano l’ennesimo banco di prova per gli equilibri interni all’assise.

La Commissione bilancio che si è riunita in tarda mattinata è servita anche a questo: il Centrodestra ha ribadito al sindaco le perplessità più volte esposte nei precedenti consigli comunali, per poi annunciare voto sfavorevole. Se le consigliere new entry Giordana Guerrieri e Carmen Tessitore, in sostituzione dei dimissionri Pasqualini e Monosi, sosterranno o no la linea d’azione oppositiva dei compagni di banco resta un interrogativo aperto.

Intanto ad esprimere perplessità sul voto favorevole anche i tre consiglieri “stampella” del gruppo “Prima Lecce”: “Ci sta a cuore la Lupiae -spiega Finamore- così come sull’aumento dei tributi vogliamo vederci chiaro. Ci sono punti sui quali si può e si deve tornare a dialogare. Questa soluzione, così com’è, ad oggi non ci convince. Vedremo il da farsi”.

Il consiglio comunale di Lecce tenterà di approvare un piano di riequilibrio finanziario pluriennale della durata di 15 anni. Anche e sopratutto su questo punto gli animi sono fortemente divisi.

Per la bonifica economica dell’ente, il famoso buco è di 30 milioni, per 15 anni il Comune potrà deliberare aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita anche in deroga ad eventuali limitazioni disposte dalla Legge.
Ed è questo, tra gli altri, il secondo nodo da sciogliere. Potrebbe rappresentare l’ago della bilancia.

 

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