Un pugno in faccia da una paziente: “Noi del 118 in trincea senza indennità di rischio”

LECCE – Il livido sul viso e l’ematoma sulla gamba sembrano i segni di un incidente o di una rissa. E invece questa donna è stata bersaglio disarmato della furia di una paziente. Infermiera del 118 Lecce, Maria Giovanna racconta quanto accaduto domenica sera in centro, dopo la chiamata ricevuta per intervenire a placare gli animi di una donna che stava dando in escandescenze per strada. “Ma questa è solo la punta dell’iceberg -dice- noi siamo in trincea ogni giorno, esposti a qualunque rischio. Cosa, però, che non ci viene riconosciuta”. Ha rimediato un pugno e un calcio, a bordo di un’ambulanza, dalla paziente ubriaca. “L’avevo calmata, coccolata, stavamo chiacchierando, quindi ero rilassata e indifesa quando mi ha colpito all’improvviso”. Eppure, per la legge, gli operatori del 118, coloro che sono in prima linea e mettono spesso a repentaglio la loro vita, così come il personale del pronto soccorso, non godono dell’indennità di rischio.

 

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