Sanità

Personale nei pronto soccorso, per Cgil “situazione drammatica”. Scontro con Asl

LECCE- E’ scontro tra Asl e sindacati sulla situazione dei pronto soccorso nel Leccese. Per via Miglietta, inffatti, il fabbisogno di personale è stato ampiamente coperto con sessanta OSS in arrivo, 57 infermieri contrattualizzati, sette in più rispetto al preventivato. Nello stesso tempo, infatti, vi erano state sedici dimissioni, per cui si è reso necessario assumere altre unità. In questo modo, secondo la direzione generale, si garantirà la copertura dei turni anche a fronte di ferie o malattie. Duro il manager Ottavio Narracci, per cui «Diffondere notizie diverse e, peggio, non veritiere non fa altro che generare ingiustificati allarmismi nella popolazione e chi si rende protagonista della diffusione di tali allarmi dovrà assumersene la responsabilità».
Replica a muso duro la Fp-Cgil: «Situazione drammatica – dice il segretario Floriano Polimeno –Narracci faccia con noi un sopralluogo per rendersi conto delle condizioni di lavoro di Oss e infermieri». Spiega che «dei 57 infermieri arruolati a giugno (della quale una buona parte prenderà servizio dal 1° agosto) a cui fa riferimento la Asl, solo una piccola parte sia stata assegnata ai pronto soccorso. La maggior parte di essi infatti è stata assegnata in reparti di degenza».

I numeri della Asl
Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce ha in organico 41 infermieri a fronte di 7600 accessi (di cui l’84% codici verdi e bianchi) registrati nell’agosto 2017. Il PS di Gallipoli dispone di 24 infermieri (con 4078 accessi nello stesso periodo), Casarano di 19 (con 3344 accessi), Scorrano 23 (con 2761 accessi). A Copertino, invece, il Pronto Soccorso ha in servizio 25 infermieri (per 3855 accessi, sempre ad agosto 2017), destinati ad aumentare con la ricollocazione del personale proveniente dai reparti dismessi in base al Piano di Riordino; discorso valido anche per il Pronto Soccorso di Galatina, che ha in organico 20 infermieri (per 2425 accessi) e ne riceverà altri attraverso la prevista ricollocazione.

Cgil all’attacco

«Fa riflettere la ricognizione effettuata dalla Direzione Generale. Innanzitutto perché – dicono dalla Cgil – parametra la consistenza del personale sui flussi dello scorso anno, ignorando il fatto che nel frattempo la rete ospedaliera salentina sia stata ulteriormente modificata. Infatti l’accorpamento dei reparti di degenza tra i nosocomi di Galatina e Copertino ha incrementato il flusso di pazienti nei pronto soccorso di Lecce, Gallipoli, Scorrano e Casarano. Il numero di accessi pertanto quest’anno tenderà a salire: ne è prova il flusso registrato nel pronto soccorso del “Fazzi” nel fine settimana tra il 13 ed il 14 luglio, quando il personale ha dovuto fronteggiare una notte di lavoro da trincea. In merito all’ospedale di Gallipoli, più volte abbiamo segnalato come la dislocazione delle varie torri determini lo spostamento continuo di Operatori socio-sanitati (Oss) e infermieri dal pronto soccorso verso i distanti reparti di degenza. Ne consegue che per ore ogni giorno il personale è costretto a fare la spola da una parte all’altra dell’ospedale, anche solo per trasportare i degenti. Anche per tale ragione per tutti i pronto soccorso in questione abbiamo chiesto il raddoppio della dotazione organica degli Operatori socio-sanitari. Senza considerare il numero di trasporti secondari fra i vari presìdi che coinvolgono il personale infermieristico, costretto ad abbandonare il proprio pronto soccorso per accompagnare i pazienti in altre strutture. Da tutto ciò si desume come la dotazione organica sia insufficiente, a differenza di quanto affermato dalla direzione generale. Siamo certi, inoltre, che dai reparti siano partite richieste di incremento del personale, pena il blocco delle ferie».

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