“Tolte le spese, è un pensiero tuo”: così la giudice chiedeva le bustarelle al perito. Confermati i domiciliari

LECCE – “In considerazione della gravità dei fatti e della capacità a delinquere dimostrata con il mancato rispetto delle regole fondamentali, così disinvoltamente violate, che presiedono all’esercizio della rilevantissima funzione pubblica affidata” e pericolo che, tornando in libertà, possa rifarlo. Per questo il gip del Tribunale di Potenza ha confermato gli arresti domiciliari per la GOT -Giudice onoraria del Tribunale- di Lecce Marcella Scarciglia. Fu arrestata per concussione, reato poi riqualificato in “Induzione indebita a dare o promettere utilità” dal gip Carlo Cazzella, per aver preso mazzette da un perito grafologo da lei nominato consulente tecnico d’ufficio in due cause civili, al quale avrebbe anche promesso di “iniziare una collaborazione”, ovvero assegnargli perizie anche in futuro. La giudice avrebbe agito con la minaccia implicita al perito di non ricevere ulteriori incarichi. Ma è caduta nella trappola degli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura: il 12 giugno, d’accordo con il perito che ha denunciato tutto, al momento della consegna del denaro, 1.500 euro, avvenuta in casa della giudice, è scattato l’arresto in flagranza. Le banconote erano state precedentemente fotocopiate dagli agenti. Nelle conversazioni e nei numerosi messaggi Whatsapp che la donna scambiava con il perito, faceva riferimento a quanto la bustarella avrebbe dovuto contenere, parlando di “qualcosa da mettere da parte”. “Tolte le spese…è un pensiero tuo…come credi tu. 1.500… Va be’, vedi tu…tanto poi ci sono le altre (cause, ndr)…adesso iniziamo un rapporto di collaborazione” gli diceva.

La giudice, durante l’interrogatorio, ha ammesso gli addebiti, dicendo di non essersi resa conto della gravità dei fatti e di aver agito perché si trovava in un periodo di prostrazione e di difficoltà economica.

La Scarciglia è difesa dagli avvocati Antonio Malerba e Giuseppe Corleto.

 

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