Via Brenta, le motivazioni dei giudici: iter illegittimo, ma reato estinto

LECCE-L’iter amministrativo che ha portato al contratto di leasing per i palazzi di via Brenta è stato censurato dai giudici che lo scorso 12 marzo hanno emesso la sentenza. A distanza di poco più di tre mesi sono state depositate le motivazioni che hanno portato la corte della Seconda Sezione Penale del Tribunale ad assolvere tutti gli imputati per il reato di peculato, perché il fatto non sussite, con la prescrizione invece per il reato di abuso d’ufficio. Nessuna condanna per gli indagati eccellenti, ma nella sentenza, a firma del giudici Pasquale Sansonetti, Annalisa De Benedictis e Marcello Rizzo, una censura sull’iter seguito nella stesura del contratto con il quale il Comune di Lecce subentrava alla Socoge nel leasing tra questa e la Selma Bipiemme di Milano. Secondo i giudici una procedura che era stata avviata illegittimamente per una serie di motivi: il Ministero della Giustizia non si era pronunciato sul rimborso dei costi sull’operazione immobiliare; non c’era stata la stima ufficiale di uno dei due immobili; era stato permesso che tutto andasse avanti con le determine di Naccarelli, estromettendo da qualsiasi intervento e valutazione la Giunta e il Consiglio Comunale.

L’istruttoria dibattimentale- scrivono i giudici nelle motivazioni– ha restituito attorno al contratto di leasing un iter amministrativo sicuramente illegittimo, prodromo della commissione di diversi reati e relativo alle concrete modalità con le quali sono state formalizzate le scelte politiche dell’amministrazione Poli Bortone in ordine al’individuazione degli uffici giudiziari ed alla strumentale gestione delle risorse del comune di Lecce.”

Il secondo processo per una delle vicende giudiziarie più lunghe e controverse della storia del capoluogo salentino si era concluso con l’assoluzione per l’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, l’allora consigliere giuridico Massimo Buonerba, il legale rappresentante delle Socoge Pietro Guagnano, il funzionario della Selma Bipiemme Vincenzo Gallo, l’ex dirigente del servizio finanziario del Comune Giuseppe Naccarelli, l’ ex assessore al Bilancio Ennio De Leo, Maurizio Ricercato e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selma.

A difendere gli imputati gli avvocati Pietro Quinto, Stefano De Francesco, Luigi Covella, Sabrina Conte, Franco De Iaco, Giorgio Memmo, Viola Messa, Massimo Manfreda, Gaetano e Antonio De Mauro.

 

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