Biotestamento: opinioni a confronto tra Etica, Diritto e Medicina

LECCE- A poco più di 4 mesi dall’entrata in vigore della legge sul Biotestamento, è stato hanno in città un corso formativo rivolto non solo ai medici ma anche agli esperti di questioni legali, magistrati, avvocati, giuristi, bioetici. «Il vero momento critico – sottolinea Michele Accogli, consigliere dell’Ordine – è che per la prima volta il medico si trova nella condizione di NON poter effettuare l’essenza della sua professione». Questo perchè la legge obbliga il medico a un rapporto paritetico con il paziente. O, come ha argutamente chiosato il presidente De Giorgi (che introdurrà i lavori dopo il saluto delle Autorità), «…il medico scende dal suo piedistallo..   Una condizione – ha aggiunto – che fa chiarezza fra le parti e cerca di mettere tutti sullo stesso piano. E’ chiaro però che noi – ammette – ci sentiamo spodestati, almeno mentalmente».

Dal titolo «Biotestamento, opinioni a confronto tra Etica, Diritto e Medicina», il convegno ha visto quindi in scena diversi esperti che a loro volta hanno trattato più argomenti, tra cui il consenso informato e le disposizioni anticipate del trattamento (DAT).Queste disposizioni, date per iscritto dal paziente e archiviate quando è nel pieno possesso delle sue facoltà, sono vincolanti per il medico. «Qui si scontrano due principi irrinunciabili – osserva il dr. Colonna – Quello dell’autodeterminazione del paziente e il principio di autonomia a cui si deve ispirare l’azione del medico». Si parlerà poi del terzo aspetto innovativo della legge: la pianificazione delle cure. La relazione di cura diventa condivisa e costantemente discussa con l’obiettivo di scegliere insieme al paziente il percorso di cura, soprattutto nelle malattie incurabili e in particolare nel fine vita.Ma la situazione che si prevede che creerà problemi, soprattutto nelle emergenze, è che «….può arrivare un paziente che viene intubato – ipotizza il dr. Colonna – Poi interviene il parente il quale fa sapere che il paziente aveva già espresso, con una DAT (in base alla nuova legge), di non voler essere sottoposto a uno specifico trattamento, nel caso che si fosse trovato in quelle situazioni. A questo punto il medico – si chiede il dr. Colonna – sospende un trattamento che sta dando i suoi frutti o non tiene conto della DAT e va avanti?».

 

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