Arresto di Luciano e Pasquale Danilo Coluccia, sette indagati. Così “truccavano”le partite e controllavano il territorio

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GALATINA- Nell’ordinanza dell’operazione “Off Side” della polizia oltre ai due Coluccia arrestati, padre e figlio, compaiono i nomi di altri sette indagati. Si tratta di Lorenzo Adamuccio, 47 anni di Maglie; Alessio Antico, 37 anni di Nardò; Daniele Gatto, 38 anni di Maglie; Mauro Giordano, 37 anni di Lecce; Pierpaolo Maiorano, 26 anni di Torchiarolo, Cosimo Manta, 59 anni di Tuglie, Antonio Renis, 38 anni di Copertino.

Nelle 57 pagine firmate dal gip Giovanni Gallo numerose le intercettazioni e le attività d’indagine che hanno portato in carcere Luciano e Pasquale Danilo Coluccia, accusati di 416 bis, ritenuti membri a tutti gli effetti dello storico clan mafioso dei Coluccia. In particolare padre figlio gestivano i “Contatti con la pubblica amministrazione al fine di assicurarsi la gestione dei servizi cimiteriali, la disponibilità dello Stadio comunale, la gestione dei parcheggi, il servizio di fornitura di latticini freschi nelle scuole, il controllo in genere dell’attività amministrativa al fine di orientare la stessa a orientare gli interessi propri e dei clan”. Tuttavia, scrive il giudice: “Dalle indagini non emergono elementi sufficienti per poter affermare che i Coluccia abbiano effettivamente influenzato l’assegnazione di appalti del comune di Galatina o altre scelte amministrative di tale ente”.

Ma soprattutto i due Coluccia gestivano la società calcistica Pro Italia Galatina, diventata strumento, con il sistema della sponsorizzazione-finanziamento, per aumentare i propri introiti  e comunque assicurare il consenso sociale nei loro confronti. 

Nell’occhio degli investigatori sono finite diverse partite “pilotate”. Quella del 10/4/2016 ad esempio, tra il Maglie e l’Avetrana, finita a favore di quest’ultima. Dall’ordinanza risulta che i due Coluccia avrebbero offerto al presidente, dirigente, allenatore e ad un giocatore della squadra del Maglie somme di denaro per raggiungere un risultato diverso da quello che si sarebbe avuto con il normale svolgimento della gara. Ma non è l’unico episodio. L’1 maggio 2017 i due avrebbero costretto, con minacce, alcuni giocatori della squadra Salento Sport a non impegnarsi cosi da perdere la partita contro il Galatina valevole per l’ammissione al campionato di calcio di Eccellenza Regionale organizzato dalla Fgic che poi si concluse con la vittoria del Galatina per 2-0. “Vedi che l’amicizia con te non voglio perderla sai?” dice Danilo Coluccia durante una conversazione telefonica con un giocatore e finita agli atti “Domenica quando vieni mettiti in angolo e stai zitto sai?”

“Ciò che emerge- scrive il Gip nell’ordinanza- è un quadro particolarmente inquietante della gestione dell’andamento sportivo delle partite di calcio e, in ultima analisi, del campionato. L’impegno agonistico dei calciatori viene influenzato dai dirigenti delle squadre o dagli allenatori a seconda dell’avversario da incontrare. Mentre il “metodo Coluccia” è ben rappresentato dalla frase pronunciata da Danilo “O ce li danno o ce li prendiamo (i punti)”.

In un’altra eloquente conversazione con un amico, anche questo calciatore del Galatina, Danilo Coluccia equiparava la frazione di Noha al comune di Casal di Principe, ammettendo che vi fosse un controllo mafioso esercitato dalla propria famiglia sulla frazione. Diceva: ”  Fa cinquemila abitanti…Noha uguale a Casal dei Principi…è molto pericolosa…anche il 90%degli abitanti ha l’ergastolo…e la famiglia nostra…Coluccia…quelli sono…il clan più potente“.

Nell’ordinanza si fa riferimento anche ad una serie di attentati subiti dal Punto Enel di Galatina: uno l’8 agosto 2017 e l’altro precedente, nel marzo dello stesso anno. Indagini separate, unite però dal filo conduttore dal nome dei Coluccia, poiché un esponente della famiglia gestiva un’attività concorrenziale. Pasquale Danilo aveva inoltre un forte interesse nella gestione delle pescherie. Voleva aprirle anche “con minacce e violenze”, perché, dice in una conversazione “nel pesce ci sono i soldi“.

 

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