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Obbligo di pesticidi, battaglia a Roma: “Parlamento abroghi decreto su Xylella”

SALENTO-  Portare all’interno del Parlamento la battaglia contro il decreto Martina su Xylella, chiedendone l’abrogazione. Dopo la campagna di disobbedienza sul territorio, i ricorsi in via di predisposizione e le prime ordinanze firmate dai sindaci di Nardò e Nociglia , ai quali si sono aggiunti in queste ore quelli di Muro Leccese e San Michele salentino, si prova a spostare il fronte politico a Roma. La proposta rivolta ai parlamentari arriva dal Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio della Valle d’Itria.

Sabato scorso, il senatore leccese della Lega, Roberto Marti, aveva annunciato una sua proposta di cancellazione del decreto come “tra i primissimi atti” di cui il nuovo parlamento dovrà occuparsi.

Il comitato si rivolge a tutti, ricordando che il provvedimento del Ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina del 6 aprile scorso “ripropone le stesse misure per il contenimento della Xylella fastidiosa già presenti nel Piano Silletti e al centro dell’indagine disposta dalla Procura di Lecce e ancora in corso”.

Qui la proposta ai parlamentari: l.parlamentari_abolizione_Decreto_Martina_rev4

Il decreto prevede dappertutto, da Leuca fino a Fasano e Taranto-Statte, quattro trattamenti chimici all’anno con pesticidi sulla cui possibile dannosità per ambiente e salute si sono già espressi Isde, Lilt Lecce e Ordine dei Medici. In alternativa è prevista la possibilità di impiego dell’olio essenziale di arancio dolce ammesso in agricoltura bio, ma autorizzato solo su alcune piante ospiti e non su olivo e tra l’altro molto costoso e quasi introvabile.

Questa misura affianca quelle di arature/trinciature e le estirpazioni delle piante infette nella zona di contenimento (tra Brindisi e Ostuni) e anche di tutte quelle presenti nel raggio di cento metri (circa 3 ettari) nella zona cuscinetto (Comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Martina Franca, Ceglie Messapica, Ostuni, Cisternino, Fasano, Locorotondo).

La richiesta di abrogazione è motivata sotto vari profili: in primis, il disseccamento degli olivi non è causato solo da Xylella; un albero colpito si può curare, come dimostrano ad esempio le 27 ricerche finanziate dalla Regione e quelle di Xiloyannis e Scortichini; gli insetti vettori non sono del tutto noti; l’utilizzo di insetticidi, di cui non è provata l’efficacia, è pericoloso non solo per api, insetti utili, organismi acquatici, ma anche per le persone, ba,bini compresi. Nel testo si ricordano anche le parole pronunciate in un’intervista rilasciata a Telerama da Francesco Porcelli, entomologo dell’UniBari, il principale studioso della sputacchina: per lui il decreto Martina è “indifendibile” e “privo di ratio”.

Anche il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena è stato molto duro, sostenendo che “la Costituzione è violata in pieno” e che i “i cittadini singoli o associati possono ricorrere al giudice con azioni di risarcimento e ripristino del danno ambientale chiedendo provvedimenti urgenti di sospensione delle attività dannose”.

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