Brindisi, “sfruttò il suo ruolo per procacciare voti”: arrestato capo personale della Multiservizi

BRINDISI – Avrebbe utilizzato il proprio ruolo ricoperto nella società in house “Multiservizi” del Comune di Brindisi per proccaciare voti per l’ex consigliere comunale Pasquale Luperti in campagna elettorale 2 anni fa.

Con l’accusa di concussione elettorale, peculato e furto aggravato sono scattati i domiciliari per Daniele Pietanza, capo del personale della Multiservizi. Altre 12 persone sono indagate e tra queste, appunto, anche l’ex consigliere Luperti, la cui abitazione è stata già perquisita dai poliziotti, così come il suo ufficio e un bar di sua proprietà.

Negli anni che vanno dal 2012 al 2015 Luperti è stato anche assessore all’Urbanistica dell’amministrazione targata PD e guidata da Mimmo Consales. Nell’ultimo periodo fu anche criticato aspramente dal governatore di Puglia, Michele Emiliano, per le sue radici, essendo figlio di Antonio Luperti, noto esponente della Scu brindisina ammazzato dalla criminalità. Nel 2016, infine, Luperti era candidato nella lista di Impegno sociale a sostegno della candidatura a sindaco di Angela Carluccio, che lui stesso, insieme ad altri 16 consiglieri comunali, avrebbe fatto cadere dopo neanche un anno. I fatti contestati riguarderebbero proprio quel periodo, quella campagna elettorale.

A eseguire in mattinata l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Pietanza, gli agenti della digos di Brindisi, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe De Nozza. A Pietanza è contestata anche la scomparsa di alcuni computer da palazzo Guerrieri, una delle sedi distaccate degli uffici comunali.

L’inchiesta è tuttora aperta e andrà avanti. Luperti è candidato alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno.

 

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