Il Cancro si sconfigge con la Prevenzione e l’Innovazione: cresce il tasso di sopravvivenza

LECCE- No al fumo, attività fisica costante e dieta corretta. Sarebbero queste alcune regole fondamentali per poter prevenire il cancro. E di questo e tanto altro si parla nel Festival della Prevenzione che ha fatto tappa a Lecce con il suo motorhome allestito in Piazza Sant’Oronzo.

Nella tre giorni, dal 26 al 28 aprile, presenti gli oncologi dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), per fornire informazioni , consigli e approfondire il tema della prevenzione, da quella primaria a quella terziaria.“Un aspetto rilevante, anche se troppo spesso sottovalutato, riguarda il ruolo dell’attività fisica nelle persone che hanno già ricevuto una diagnosi di cancro – afferma la prof.ssa Silvana Leo, coordinatore AIOM Puglia -. Purtroppo solo il 20-30% di questi pazienti pratica sport al termine delle cure. In realtà i vantaggi sono chiari. Ad esempio, uno studio che ha coinvolto più di 1.200 pazienti con tumore del colon-retto in fase metastatica ha dimostrato che la mortalità si è ridotta del 19% e la progressione della malattia del 16% nelle persone che hanno svolto 30 minuti di attività fisica moderata al giorno. E nel tumore del seno l’esercizio regolare riduce il rischio di recidiva fino al 50% nelle donne con neoplasie ormono-dipendenti, cioè con un alto numero di recettori per gli estrogeni”.

In provincia di Lecce ogni anno vengono diagnosticati circa 4.030 casi, ma è altrettanto vero che il tasso di sopravvivenza è aumentato. In città, ad esempio sono oltre 28mila le persone che vivono dopo la diagnosi di un cancro. E questo è soprattutto merito della campagna di prevenzione e della medicina che ha fatto enormi passi in avanti.

“In Italia nel 2017 sono stati stimati poco più di 369.000 nuovi casi di tumore – sottolinea la prof.ssa Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM e Direttore del Dipartimento Oncologico dell’Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar-Verona -. Oggi non possiamo più parlare di male incurabile perché accanto alle armi tradizionali (chirurgia, radioterapia e chemioterapia) abbiamo a disposizione terapie innovative molto efficaci come le terapie a bersaglio molecolare e l’immunoterapia che permettono di migliorare la sopravvivenza a lungo termine con una buona qualità di vita. Grazie alla diagnosi precoce e alle nuove armi, in Italia il 60% dei pazienti sconfigge la malattia. Il sistema sanitario deve saper rispondere alle esigenze di salute di questi cittadini, che spaziano dalla riabilitazione al ritorno alla vita attiva, agli affetti e al lavoro”.

 

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