Bullismo a scuola? In un video le scene di violenza. Choc e denuncia

LECCE – Una scena ripresa con un telefonino durante una giornata di lezioni in un istituto scolastico superiore di Lecce. La classe è una terza e i protagonisti sono minorenni: la vittima si vede nell’angolo, stretta al muro, e il compagno, più alto e grosso, lo spinge armato di una sedia e gli sferra anche qualche calcio. Un video che è capitato, nei giorni scorsi, nelle mani della mamma del ragazzino preso di mira, che non ha voluto far finta di nulla e ha deciso, attraverso l’avvocato Giovanni Montagna, di presentare una denuncia-querela finita sul tavolo della Procura Ordinaria e dei Minori. La madre e il suo legale hanno evidenziato un chiaro atto di bullismo contro un ragazzino molto chiuso e intorverso e il video, che ha iniziato a circolare sui social e sui telefonini dei ragazzi, sarebbe solo la punta di un iceberg. “Spesso- dichiara la mamma nella denuncia- mio figlio tornava a casa con dei segni sul corpo”. Lividi sulle braccia e sulle gambe che il 17enne raccontava essersi procurato in palestra durante l’ora di educazione fisica. Ma forse non era questa la verità – La mamma ha dovuto vincere forti residenze per convincerlo a confidarsi e infine il ragazzo è crollato: ha raccontato di come fosse sin da settembre vittima di atteggiamenti vessatori da parte di un compagno di classe e di subirli quasi quotidianamente. Inoltre i responsabili gli avrebbero intimato di non parlare altrimenti “lo avrebbero pestato” e persino “prelevato da casa per dargli una lezione”. Le conseguenze sono state, secondo la madre: un calo nel rendimento e un forte isolamento. Della vicenda è stato interessato anche il dirigente dell’istituto frequentato dal ragazzo. “Il preside- commenta l’avvocato- ha assicurato la sua collaborazione per accertare i fatti”.

La scena sembra essere stata ripresa durante un cambio d’ora o nel corso della ricreazione. I ragazzi sembrano soli in classe, senza professori. Altrimenti, supponiamo, tutto questo non sarebbe potuto accadere. Le indagini serviranno ad accertare se qualcuno del personale scolastico fosse a conoscenza degli episodi o se ne fossero completamente all’oscuro.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*