Rapina violenta in provincia di Venezia: quattro arresti a Lecce e Brindisi

minerva

LECCE/BRINDISI – Picchiarono e legarono la titolare e un anziano cliente, puntando loro contro una pistola. Poi svaligiarono la gioielleria, portando via preziosi per circa 45mila euro.

Dopo sei mesi, sono stati arrestati a Brindisi per il colpo violento messo a segno a Dolo, in provincia di Venezia, quattro uomini. Rispondono di “rapina pluriaggravata in concorso e porto e detenzione illegale di arma da fuoco” Francesco ANDRIOLA, 39 anni, Luciano PAGANO, 34 anni, Ugo UGOLINI, 32, e Maurizio CANNALIRE, 57.

All’alba, nelle province di Brindisi e Lecce, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Venezia, con il supporto del personale del Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Venezia, nei confronti dei quattro, tutti già noti alle forze dell’ordine.

 

L’efferata rapina a mano armata risale al 13 ottobre scorso.

Due malviventi, a volto scoperto e sotto la minaccia dell’arma, avevano brutalmente malmenato la proprietaria della gioielleria “Canova” e il cliente, immobilizzati a terra con mani e piedi legati da fascette da elettricista.

Due adolescenti, passando davanti al negozio, chiamarono immediatamente il 112 e, a distanza, inseguirono i rapinatori fuggiti a piedi, fino a che questi non li minacciarono con la pistola e salirono a bordo di un’auto guidata da un complice. Al suo arrivo, il maresciallo dei carabinieri si fece prestare una bicicletta da un passante, poiché era l’unico mezzo per inseguire i rapinatori scappati in un vicolo molto stretto.

Riuscì allora a leggere parte del numero di targa della Fiat Punto blu utilizzata per la fuga. Targa che è stata decisiva per risalire agli autori materiali della rapina e ai due complici, che avevano fornito loro appoggio operativo e logistico, compiendo il sopralluogo preliminare in gioielleria e agevolando la fuga dei due, oltre a rivendere poi la refurtiva in Puglia, dove tutti e quattro rientrarono dopo la rapina.

 

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