Acque agitate tra i pescatori di San Foca: “Ci sentiamo pedine usate”. Tap replica: “Accordi raggiunti dopo serie di incontri”

SAN FOCA-  L’accordo era stato annunciato con grande risalto da Tap nei giorni scorsi: risarcimenti per le limitazioni alla pesca a San Foca , dovute ai monitoraggi in mare per la realizzazione del gasdotto, spetteranno alle cooperative “Il Delfino” e “La Folgore” e alla ditta individuale Cosimo Salvatore Candeliere. Ora, però, con una lettera, 14 pescatori, soci di quelle cooperative, prendono le distanze da quanto fatto dai vertici aziendali. I risarcimenti spettanti a ognuno ammontano, all’incirca, sui 330 euro a testa.

“Apprendere tutto ciò dai giornali ci lascia alquanto basiti e perplessi – scrivono -. Accorgerci di ciò che accade, e che strettamente ci riguarda, dai giornali o da comunicati di Tap e del signor Michele Mario Elia, country manager della multinazionale con sede in Svizzera, e non dai nostri presidenti, è qualcosa che va oltre il nostro immaginario. Ci sentiamo vittime di un gioco in cui non siamo partecipi ma solo pedine da usare, mai come attori principali ma solo come mezzo per far dire a Tap che va tutto bene. La società dichiara che porterà avanti i suoi rapporti con i pescatori, nella continuità degli accordi presi nel 2014. Ma cosa vaneggia Tap? Vorremmo ricordare alla multinazionale che quegli accordi erano temporanei. Accordi che erano solo basati sui risarcimenti per danni materiali procurati e per l’inattività lavorativa. I danni, e la sospensione della pesca, avvennero durante le prospezioni in mare di quell’anno, nello specchio d’acqua antistante la spiaggia di San Basilio. In questi mesi, altre prospezioni sono state effettuate in quelle stesse acque, procurando gli stessi pescatori identici disagi, ma le nostre richieste di risarcimento sono state rigettate adducendo a calcoli da loro effettuati e dicendoci che a loro risulterebbe che, nei mesi di inattività (e basandosi sui nostri stipendi), non avremmo subito dei danni da poter essere risarciti. Ma di questo, nei comunicati non ne fanno ovviamente cenno. A quali progetti si riferiscono i signori di Tap? A cosa stanno pensando per noi oltre a sottrarci definitivamente il nostro lavoro? Con chi hanno parlato e dove? Sono tante le domande che ci facciamo da quando abbiamo appreso la notizia degli accordi. Domande che naturalmente gireremo ai nostri rappresentanti che, senza consultarci, si sono arrogati il diritto di accordarsi con Tap sino a dirsi soddisfatti della collaborazione, mentre noi non abbiamo avuto modo di sapere che ci sarebbe stato quell’incontro. Non siamo a conoscenza di nessuna assemblea in cui si è scelta la linea da seguire o in cui si è parlato di questo incontro. Vogliamo che ci sia chiarezza su una vicenda alquanto scomoda”.

 

Di seguito la replica di TAP:

 

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