Tentata estorsione ai danni di un commerciante tarantino, fermati anche un finanziere ed un avvocato

TARANTO – I reati contestati sarebbero avvenuti nel periodo compreso tra il marzo 2017 ed il 4 aprile 2018 ai danni di un commerciante di Taranto.
Si tratta di una serie di episodi criminosi susseguitisi senza tregua, con la complicità di soggetti pregiudicati, in una drammatica escalation criminosa tesa a annientare la vittima ed i suoi familiari, culminata con l’incendio dell’attività commerciale (il 19 marzo scorso ) e del furgone (il 4 aprile ) riconducibili alla stessa vittima.
A finire in carcere il maresciallo della Guardia di Finanza Pietro Stabile , di 52 anni, L’avvocato Massimiliano Cagnetta, 48 anni e due pregiudicati Cataldo La Neve, 49 anni e Salvatore Stasolla, 40, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di incendio, danneggiamento seguito da incendio, danneggiamento, atti persecutori e tentata estorsione aggravata. Il maresciallo della Finanza, (sospeso dal servizio) commissionava le minacce e le violenze; un intermediario (pregiudicato) trasmetteva l’ordine e provvedeva ai compensi, mentre il beneficio andava a favore del mandante.
L’attività di indagine diretta dal P.M. Dr.ssa Isceri e condotta dal personale della 4^ Sezione “Reati contro il Patrimonio” della Squadra Mobile, avviata all’indomani degli ultimi episodi denunciati, si è basata sulla certosina acquisizione di innumerevoli registrazioni video di esercizi commerciali esistenti a ridosso dei luoghi interessati, nonché sull’attività di intercettazioni ambientali e telefoniche grazie alle quali sono stati acquisiti gli elementi di prova che hanno giustificato il provvedimento restrittivo.
Proprio grazie a questi ultimi contenuti si è potuto accertare infatti come il maresciallo commissionasse a terzi l’esecuzione dei delitti, rivolgendosi in prima battuta ad un noto pregiudicato, il quale a sua volta, dato anche lo spessore criminale, preferiva non eseguire i misfatti in prima persona, bensì delegarli ad altri due complici.
Gli episodi continui di danneggiamento (così come già verificatosi in passato) avevano lo scopo di incutere terrore nella vittima, per poi offrire alla stessa la soluzione alla serie delittuosa, attraverso il pagamento estorsivo. Il maresciallo aveva infatti posto in essere già negli anni scorsi condotte intimidatorie analoghe, offrendo anche in quella circostanza alla vittima il suo intervento per porvi fine. Il suo obiettivo primario era in ogni caso dimostrare la propria forza, le proprie capacità criminali, fermamente intenzionato a coartare e piegare la volontà della povera vittima.
Fra i soggetti fermati, come dicevamo,  anche un avvocato, il quale ha fornito il proprio contributo materiale, fungendo persino da autista, ben consapevole degli atti criminosi che l’amico (esecutore materiale) stava ponendo in essere.

 

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