Se commissariato per mafia Surbo non andrà al voto prima di un anno

SURBO – Ha concluso il suo lavoro la commissione d’accesso antimafia che lo scorso 22 novembre si è insediata nel Comune di Surbo su disposizione del Prefetto di Lecce Claudio Palomba. Il giorno della consegna della relazione è arrivato: a partire da oggi il Prefetto ha 45 giorni di tempo per esprimersi sull’ipotesi commissariamento.

Una questione con non pochi cavilli, considerato che ricorre a maggio la naturale scadenza del mandato dell’attuale sindaco Fabio Vincenti. Dunque Surbo il 10 giugno torna alle urne? Non è detto.

Le ipotesi infatti sono diverse.

Se per il Prefetto gli estremi per determinare il commissariamento non dovessero esserci, si procederebbe all’archiviazione senza neanche interpellare il Consiglio dei Ministri. Dunque Surbo tornerebbe al voto il 10 giugno, come il resto dei comuni italiani.

Se il Prefetto ritenesse invece di trovarsi in presenza di elementi tali da certificare infiltrazioni mafiose, dovrebbe sottoporre la sua proposta di commissariamento al Consiglio dei Ministri. Quest’ultimo ha 3 mesi di tempo per decidere. Laddove desse l’ok, il commissariamento potrebbe essere indetto per 12, 18 o 24 mesi, a seconda della gravità di quanto emerso. In sostanza la durata è generalmente proporzionale alla necessità di garantire un “ricambio d’aria”, una sorta di periodo di “depurazione” gestito, appunto, da un soggetto esterno come il commissario. In questo caso bisognerebbe attenderne la fine per tornare alle urne: da un minimo di un anno ad un masso di due.

Considerato l’appuntamento elettorale fissato tra due mesi il Prefetto dovrebbe stringere i tempi. Intanto la politica surbina parla già di “salto nel vuoto” e “campagna elettorale al buio” che potrebbe rivelarsi, dunque, inutile.

 

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