Accoltellò il padre che poi morì: l’uomo giudicato incapace di intendere e di volere

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LIZZANELLO- Non è imputabile perché, al momento del fatto, non era in grado di intendere e di volere. E’ la decisione presa dal gip Alcide Maritati nei confronti di Antonio Longo, che il 23 ottobre del 2016 ferì a coltellate il padre, in seguito ad una lite. La vittima morì dopo qualche giorno in ospedale. La sentenza si basa sulla perizia psichiatrica eseguita dal prof. Domenico Suma. L’uomo comunque dovrà trascorrere 10 anni presso una struttura Rems, ovvero una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, così come richiesto anche dal pm Massimiliano Carducci. Il legale dell’imputato invece, l’avvocato Amedeo Martina, aveva chiesto l’assoluzione ritenendo il 50enne non responsabile della morte del padre.

La sanguinosa lite avvenne in un’abitazione di via Paganini a Lizzanello. La vittima, il 73enne Severino Longo, ferita gravemente con un coltello, lottò per alcuni giorni nel reparto di Rianimazione del Fazzi. Poi la ferita alla gola non gli lasciò scampo. Le indagini furono condotte dai carabinieri di Lizzanello.

 

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