La maggioranza approva ma congela l’allargamento. Emiliano preoccupato: “Il centrosinistra da solo non basta più”

BARI – “Ce ne siamo dette di tutti i colori, forse troppe, ma abbiamo ritrovato la voglia di stare insieme”. Dopo cinque ore di confronto serrato con la sua maggioranza, questa è la sintesi del governatore Michele Emiliano.

Il presidente di Regione si è detto preoccupato nella sua lunga introduzione perché – ha ammesso – “il campanello d’allarme è suonato”. Preoccupato dagli appuntamenti elettorali che verranno: nel 2019 con il rinnovo del comune di Bari e nel 2020 con il rinnovo del governo regionale. “Da soli non bastiamo più” ha spiegato ai suoi, bisogna riformare il centrosinistra in Puglia “aprendosi al mondo ma senza snaturarsi”. “Se il centrosinistra deve sopravvivere – ha detto – io non ci sono, se il progetto è riprendere in mano il futuro, io se serve sarò ancora in campo”.

Ma quelle aperture al Movimento 5 Stelle e al centrodestra, fortemente osteggiate dagli alleati, oggi sono solo congelate. La decisione finale è quella di attendere di vedere come si muove lo scacchiere nazionale. In base agli accordi romani si deciderà il da farsi qui ma “senza inciuci e trasformismi”. Ma di sicuro per il momento in via Capruzzi, si è anche ragionato, la maggioranza è autosufficiente. Tradotto, non c’è bisogno di reclutare pedine come Luigi Morgante, oggi all’opposizione in Area Popolare.

Quanto al rimpasto di giunta, Emiliano ha chiesto ai capigruppo di fornire i nomi dei papabili. Da quanto emerge, in pole ci sono il barlettano Mennea e il brindisino Romano rispettivamente dell’area renziana del Pd e Leu. Completato dal rientro in squadra di Gianni Giannini, fuori gioco da mesi per una indagine che, ha fatto sapere Emiliano, si è ridimensionata di molto. Una notte per pensarci e poi, si procederà. Ad Area Popolare, fibrillante per la riconferma di Ruggeri, potrebbe andare il posto al Dipartimento della Protezione Civile, oggi occupato da Mennea.

E poi si deve ripartire, per recuperare il terreno perso. “Con una maggiore condivisione” hanno preteso, ancora una volta i partiti, con un programma di fine mandato e un confronto con i pugliesi.

 

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