Emiliano cerca il soccorso rosso ed il centrodestra insegue l’unità anti patto per Lecce

LECCE- Due governi di simile segno, uno in cerca di stabilità l’altro garantito dal Patto per Lecce. Emiliano apre ai dalemiani, il centrodestra si ricompatta contro Salvemini dopo aver perso i tre colleghi di Grande Lecce

Maggioranza variabile e giunta discutibile. Deleghe ad interim nelle mani di Emiliano e Sanità in cerca di cure. Dopo le elezioni di Marzo molti i pretendenti a sedere al tavolo della giunta regionale ma Emiliano tiene ancora tutti sulle corde cercando di implementare la propria maggioranza. Un giorno apre ai 5 stelle ed un altro fa l’occhiolino al centro destra in virtù di un governo di necessità. Se tale dovesse essere sarebbe però l’ammissione di aver mal diretto. Dopo aver perso il vendoliano Borraccino, cerca il dialogo con Liberi ed uguali ma per Abbaterusso non si tratterà di esser in giunta ma di cercare una linea di condotta per rispondere ai pugliesi. Nelle mani del Governatore almeno due le deleghe da assegnare dopo le dimissioni di alcuni suoi uomini. In quasi 3 anni più avvicendamenti che, in altri momenti, avrebbero fatto fare un passo indietro a chiunque. Ambiente e trasporti da ricollocare senza parlare della Sanità dal primo momento gestita da Emiliano senza rivoluzionari atti migliorativi. Giovedì il consiglio post Pasquale ma 24 ore prima un incontro della maggioranza di centro sinistra per nulla serena dopo la classifica della popolarità dei governatori regionali che ha posto, proprio Emiliano, come fanalino di coda del Paese. Se a Bari il centro sinistra è preoccupato a Lecce godrebbe di buona salute dopo il Patto sottoscritto dai 3 consiglieri della Lista Grande Lecce. Operazione importante per ridare maggioranza salveminiana nel consiglio comunale del capoluogo ma che ha indiscutibilmente riaggregato lo spaccato centrodestra. A nove mesi dalla vittoria di Salvemini l’opposizione convoca per le prossime ore una conferenza stampa per fare il punto dell’attività amministrativa, partendo dalle cose fatte grazie alla loro precedente attività al governo di Lecce, ma con il dubbio dell’operazione Finamore, Calò e Gigante, per nulla osteggiata dal senatore Marti ed all’indomani della fiduciosa certezza del Sindaco di arrivare alla naturale scadenza del 2022.

 

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