Politica

Regione, maggioranza alla resa dei conti. Mercoledì vertice ad oltranza per tentare di sanare le fratture

BARI – Due giorni di tregua, giusto il tempo delle vacanze di Pasqua. Da mercoledì, però, la maggioranza regionale dovrà prepararsi alla settimana della resa dei conti.

Se prima era un velato dissenso, ora il centrosinistra fibrilla al punto da sfilacciarsi ogni giorno di più. E dal vertice di maggioranza, convocato dal mattino e ad oltranza, bisognerà uscire con una decisione che sia ferma: o dentro o fuori. Lo stillicidio è cosa ben peggiore.

Emiliano è alle prese con i numeri, non una questione urgentissima ma tra assenze, dissensi e addii bisogna pensarci. Mino Borraccino ha già lasciato la maggioranza e i 29 consiglieri sono divenuti 28. Gianni Liviano ha lasciato la civica con cui è stato eletto ed è passato nel misto lasciando intendere che il prossimo passo sarà quello di sbattere la porta e andar via. E si scenderebbe a 27, 6 consiglieri in più delle opposizioni che ne hanno 21. Ernesto Abaterusso, orfano del gruppo Articolo 1, resta una voce critica e così, sino ad oggi, è stato Pino Romano, al momento, però, è fra i papabili assessori.

Come detto, basta un’assenza o come ormai sempre accade qualche fuggitivo poco incline a rimanere al suo posto durante i lavori che i problemi si fanno più grossi. L’apertura a destra e 5 stelle del governatore, condita dal corteggiamento a Luigi Morgante, oggi ancora in Area Popolare ma in odor di assessorato, ha fatto franare il terreno già scivoloso.

La maggioranza è implosa, dividendosi ulteriormente. L’ingresso di Morgante consentirebbe al governatore di recuperare un voto, ma di certo non basta. E oltretutto indispettirebbe chi, tra i banchi di centrosinistra, al salto in giunta aspira da tempo.

Di tutto questo se ne parlerà, faccia a faccia, nella lunga giornata di confronto. Anche perché il 2020, anno del rinnovo del Consiglio regionale, non è lontano e Emiliano ha la necessità di compattare i suoi e cambiare rotta soprattutto se l’intenzione è quella di ricandidarsi.

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