Chiuse le indagini sulla scalata BCC

LECCE – È stato notificato agli indagati l’avviso di chiusura delle indagini su presunte pressioni nella scalata alla BCC -Banca di credito cooperativo- di Terra d’Otranto.

I fatti si riferiscono al rinnovo del cda della banca, avvenuto nel 2014, e anche al rinnovo dell’amministrazione comunale di Carmiano.

Il sostituto procuratore Carmen Ruggiero coordina l’inchiesta sul presunto condizionamento, con modalità mafiose, da parte di un clan di Monteroni considerato facente parte della sacra corona unita, nel voto per il rinnovo delle cariche.

Le dieci persone raggiunte dall’avviso, sono indagate a vario titolo per tentata concussione, estorsione consumata e tentata, aggravate dal metodo mafioso, e per violenza privata.

Sono il sindaco di Carmiano Giancarlo Mazzotta, al quale viene contestato anche di aver raccolto deleghe dei soci della banca in bianco, per favorire l’elezione a presidente del fratello Dino, lo stesso Dino, Tommaso Congedo, direttore, Giuseppe Caiaffa, consigliere uscente, Luciano Gallo, Saulle Politi, Italo Potì, Maria Grazia Taurino, che per la banca si occupava di mutui, Ennio Capozza, visurista, e Giovanni Mazzotta, monteronese, noto come “Gianni Conad”, già condannato in via definitiva per mafia.

 

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