Arrestati i ladri delle chiese. Nelle intercettazioni temevano “l’ira dei Santi”

CASARANO- Hanno un volto e un nome le persone che in circa due anni, tra agosto 2015 e agosto 2016 hanno depredato 22 chiese della provincia di Lecce, anche se i colpi potrebbero essere molti di più. Nove persone, organizzate in una banda che ha toccato tutti i punti della provincia intrufolandosi in chiesa, rubando ex voto, arredi sacri di alto valore, donazioni e soldi delle offerte. Secondo i carabinieri della compagnia di Maglie guidati dal capitano Giorgio Antonielli, che hanno svolto le indagini con intercettazioni e pedinamenti, la refurtiva ha un valore tra i 200 e i 250 mila euro. Veri professionisti che curavano ogni singolo aspetto: agivano su auto noleggiate, si camuffano imbottendosi anche per cambiare l’aspetto fisico, nascondevano gli attrezzi da scasso qualche giorno prima nelle chiese prese di mira. A finire in carcere Luigi De Micheli 26 anni, Gianluca De Paolis , 37 Lucio Perrotto 29 anni, Antonio Valentino 38 anni, tutti di Casarano. Ai domiciliari Antonio Sergio Crisigiovanni 28 anni, Alessio Ciriolo 27 anni e due donne, che nella banda avevano un ruolo rilevante: Veronica Iacobazzi 31 anni e Antonella Stefano , 25, anche loro di Casarano. Tantissime le chiese colpite, perché bersagli facili, senza alcuna protezione, senza sistemi di allarme o di sorveglianza. Gli oggetti rubati venivano rivenduti, oppure smontati e resi irriconoscibili. Pochissimi gli quelli recuperati e restituiti ai parroci. Ad incastrarli è stato un posto di blocco del tutto casuale. Durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato in auto passamontagna e attrezzi da scasso. Da qui sono partite le indagini.

“Prima o poi qualche Santo che la farà pagare” commentavano tra di loro in conversazioni intercettate o su Fb, dove erano molto attivi e dove non disdegnavano ad esempio, di postare foto con armi di cui avevano la disponibilità e che sono state sequestrate. In una anche uno degli arrestati in posa con un fucile. Sapevano di compiere, oltre che dei reati, delle azioni blasmeme. Avevano paura di finire in carcere temendo ritorsioni dagli altri detenuti. Zompì infatti, finito dietro le sbarre per altri reati, era stato picchiato. Il primo arresto in flagranza è avvenuto proprio nella chiesa dei Santi Medici di Neviano: da qui il nome dell’operazione. Poi le indagini sono arrivate a individuare l’intera banda. Difficile quantificare e fare un inventario di tutta la refurtiva. Da qui l’invito del colonnello Giampaolo Zanchi, comandante dei carabinieri di Lecce e del colonnello Domenico Montemurro, comandante del Reparto Operativo ai parroci: catalogare, anche con delle foto, tutto ciò che una chiesa possiede.

 

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