Tar, Pasca: “criminalità sempre più subdola”. Mani in pasta nella pubblica amministrazione

LECCE – Da una parte il generale calo dei contenziosi, dall’altro l’aumento allarmante dei ricorsi in alcune materie come edilizia e inquinamento e poi interdittive antimafia e autorizzazioni e concessioni soprattutto demaniali marittime. Parte da questi dati, la riflessione che annualmente il Presidente del Tar Lecce Antonio Pasca illustra alla presenza delle autorità civili e militari e dell’avvocatura leccese, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale amministrativo.

Una relazione che tira le fila del lavoro svolto per un intero anno e che, se da una parte fornisce risposte, dall’altra lascia non pochi interrogativi aperti.

In prima battuta la riflessione sull’intreccio sempre più subdolo tra mafia ed economia del territorio. In sostanza dietro un’apparente pax mafiosa, ossia l’assenza di eclatanti episodi di conflittualità tra le organizzazioni criminali del territorio, si cela un livello evolutivo più avanzato. La criminalità allunga le mani sulla pubblica amministrazione: appalti pubblici, attività connesse alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, gestione delle discariche e poi attività finanziari (finalizzate anche al riciclaggio di denaro) e imprenditoriali di vario genere (con sospetto di infiltrazioni anche nel settore del turismo, in primis nel settore balneare). Mentre le organizzazioni criminali più radicate sul territorio si spartiscono il pane, la microcriminalità alza il tiro partendo dalle briciole e la strada è spianata: spaccio di droga, scommesse clandestine e prostituzione sfamano anche i pesci piccoli, senza nulla togliere ai grandi predatori impegnati in una caccia ben più fruttuosa e con aiuti “dall’alto”.

Nel 2017 i ricorsi depositati al Tar Lecce in materia di edilizia e urbanistica sono 303 (il 17% dei ricorsi totali), quelli per appalti pubblici, servizi e forniture sono 101.

Il Presidente Antonio Pasca precisa appunto che la riflessione nasce da un quadro che è solo indirettamente evincibile dall’esame dei fascicoli, “ma posso assicurare -precisa entrando nel merito dell’iter legislativo- che ho avuto modo di verificare la mancata o collusa esecuzione di sentenze del giudice amministrativo“. In tema amministrazione collusa, poi, dritto al punto: “ci sono provvedimenti amministrativi formalmente diretti a realizzare l’interesse pubblico, ma recanti un vizio di legittimità tale da consentirne l’impugnazione (…) secondo un disegno illecito preventivamente concordato“.

In sostanza la pubblica amministazione tende la mano, la criminalità (spalle coperte) indossa i guanti bianchi, servile e servita allo stesso tempo. La giustizia lenta e la crisi che incoraggia l’imprenditoria alle scorciatoie reggono il gioco. Così davanti agli occhi di tutti gli affari sporchi continuano a farsi strada. Da qui l’appello alle autorità competenti a vigilare, affinché gli esempi virtuosi siano trainanti per un cambio di rotta.

 

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