Maria Grazia: suicidio o omicidio? Arriva il criminologo per far luce sul caso

minerva

SAN CASSIANO – Hanno preso, letteralmente, le misure. Stanno studiando i verbali e i risultato dell’autopsia. Procederanno alla cosiddetta “autopsia psicologica” e all’ascolto di familiari e non solo. Sono il criminologo Sergio Caruso e il suo team, che vogliono fare luce sulla morte di Maria Grazia De Iaco, 22 anni, scomparsa il 20 settembre del 2014 e trovata senza vita due giorni dopo, poco lontano da casa sua, a San Cassiano, ai piedi di un albero di noce.

Morta per soffocamento, provocato dalla cinghia della sua borsetta. Il caso fu archiviato come suicidio, la ragazza si sarebbe impiccata. Ma la famiglia non ci sta, non ha mai creduto a questa versione, perché Maria Grazia era allegra e contenta, cantava spesso in casa con le cuffie nelle orecchie e stava organizzando la festa per il compleanno di suo padre che sarebbe stato di lì a qualche giorno.

I parenti della giovane e bella barista hanno sempre chiesto di scavare nel rapporto, che pare fosse diventato malato, con il ragazzo di Maria Grazia, fatto di continui litigi; l’ultimo, proprio nel giorno della scomparsa. L’avvocato Daniele Petracca vuol chiedere la riapertura del caso e ora, a suo supporto, arriva dalla provincia di Cosenza il dott. Caruso che, dal canto suo, è molto cauto, vuol indagare a fondo e, pur avendo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, si assicurerà che nulla sia lasciato al caso.

Ha già in serbo degli elementi da portare meglio alla luce, perché forse rimasti nell’ombra. Intanto ha scattato foto e fatto simulazioni sul luogo del ritrovamento del corpo, sta facendo calcoli matematici su altezza del ramo -ritenuto troppo basso per l’altezza della ragazza- e circonferenza, lunghezza e resistenza della cinghia della borsa. Per questo, l’avvocato ha già chiesto di poter avere i reperti. E non è escluso che si possa chiedere anche la riesumazione del corpo di Maria Grazia.

 

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