Renzi torna a Bari e firma la tregua con Emiliano: “Litighiamo tutti i giorni. Ora siamo in pausa”

BARI – Una stretta di mano, un bacio e due posti vicini. Matteo Renzi e Michele Emiliano sanciscono a Bari la tregua, dopo un lungo periodo di dura contrapposizione. “Eravate abituati a vedere me e Michele litigare, ora siamo noi che vediamo voi giornalisti litigare per un posto in sala” ha detto riferendosi alla organizzazione affatto ideale della giornata. “Litighiamo tutti i giorni – ha aggiunto – , sì abbiamo litigato. Ora siamo in pausa“.

Renzi ha incontrato i candidati del Pd alle prossime elezioni del 4 marzo, spe.cificando che “da Bari si lancia l’operazione primo posto”. Il voto “non è una bonifico, non può essere revocato”: così ha lanciato la prima stilettata agli altri partiti, a cominciare dal Movimento 5 Stelle travolti da Rimborsopoli. E per farlo ha scelto uno stralcio di un film di Totò nel quale, processato per aver intascato le contravvenzioni, spiegava: “Li devolvevo ai più bisognosi, me e la mia famiglia”. “Questa è la spiegazione di rimborsopoli. – ha detto Renzi commentando il film – sono decenni che alcuni italiani fanno così. Non accetto morali da loro“.

Ma non solo. Berlusconi? “Quando parla convince anche a me, pur non dicendo la verità”. Ce n’è anche per Salvini e anche in questo caso lo fa mostrando una foto che nel 2001 lo ritraeva in una moschea, “uno dei pochi politici che è entrato in una moschea per chiedere voti e oggi vuole chiudere tutto”.

Ma l’affondo finale è anche per la sinistra di D’Alema: “Ditelo ai compagni della sinistra radicale. Chi vota il partito di D’Alema sta aiutando Salvini, non D’Alema“. Nessuna dichiarazione ai microfono ma un appello finale ai candidati: “Scaricate la rubrica del telefono, se ce la mettiamo tutta il Pd può essere il primo partito”.

 

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