No Tap in protesta davanti al tribunale: “Sequestrate il cantiere, falda in pericolo”

LECCE- Chiedono alla Procura di procedere con il sequestro del cantiere del gasdotto: i noTap che in mattinata hanno tenuto il sit in di fronte al Tribunale lo hanno fatto per dire alla magistratura che “sono dalla sua parte”, ma che “c’è bisogno di fare in fretta”, perché i lavori nel frattempo procedono a tamburo battente. Loro hanno una certezza: quel cantiere, a loro dire, è irregolare anche sulla scorta del documento della Regione del 6 febbraio scorso, quello in cui si sottolinea che i lavori del microtunnel “sono in fase avanzata”, nonostante il procedimento amministrativo sulla verifica di ottemperanza della relativa prescrizione “non risulti ancora definito con provvedimento espresso” da parte del Ministero dell’Ambiente.

Poi c’è la nota tecnica di Arpa del 15 gennaio. Come ente vigilante per la verifica dell’ottemperanza alla prescrizione A55, ha scritto che il gruppo ispettivo, che aveva effettuato un sopralluogo il 9 gennaio, ha rilevato “che, non essendo stata realizzata l’impermeabilizzazione dell’area di cantiere, non risulta impedito ogni possibile inquinamento del suolo e delle falde acquifere” e che “non risulta effettuato alcun conferimento e smaltimento dei rifiuti”, relativamente alle acque e ai fanghi estratti durante la realizzazione del pozzo di spinta del microtunnel. Anche per questo si chiede alla magistratura, già in possesso di questi documenti, di fare in fretta. Da capire cosa sta accadendo. Intanto si attende ancora, a distanza di un mese, anche la decisione sulla possibile concessione da parte del gip dell’incidente probatorio richiesto dal pm. I tempi si stanno probabilmente allungando a causa della complicata individuazione dei periti che il Tribunale dovrà nominare.

 

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