Il comune di Castrignano del Capo revoca il permesso a Martinucci, ma il Tar dà ragione ai proprietari

S. MARIA DI LEUCA- Un permesso a costruire rilasciato da una pubblica amministrazione che si ritiene superato dal tempo, viene invece dal tempo consolidato. È questo il principio giuridico alla base della sentenza del Tar Lecce che ha accolto il ricorso proposto dagli avvocati Pietro e Antonio Quinto contro un intervento del comune di Castrignano del Capo. L’amministrazione ha annullato in autotutela un vecchio permesso a costruire, risalente al 2001, riguardante gli spazi occupati a S. Maria di Leuca dalla gelateria Martinucci. Un’area di valenza turistica, con i locali adibiti a bar, parco giochi e panchine pubbliche, servizi igienici, area verde e sportello bancomat. Il Comune ha ritenuto, trascorsi diversi anni, che questa sistemazione fosse illegittima annullando in autotutela il permesso a costruire. I legali dello studio Quinto, che rappresentano la famiglia Fuortes, proprietaria dell’area, e gli avvocati Loiodice e Nicolardi per la Martinucci, si sono appellati alla riforma Madia secondo la quale “L’esercizio del potere di autotutela da parte di un’amministrazione deve essere fatto in un tempo ragionevole, e precisamente entro 18 mesi dal rilascio dell’atto autorizzatorio”. In questo caso sono trascorsi ben 16 anni. Secondo il Tar un interesse pubblico non piò tradursi nel ripristino della legalità violata, dovendo invece essere valutato alla luce del concorrente interesse del privato. Un principio che ha un’importante valenza- commenta l’avvocato Quinto– perchè si riferisce a tutte le attività di autotutela delle pubbliche amministrazioni rispetto a situazioni che si sono consolidate nel tempo”.

 

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