Omicidio Noemi, Lucio partecipa all’incidente probatorio

minerva

LECCE- È stato in silenzio, per tutta la durata dell’udienza, un’ora e mezzo circa. Nessuno gli ha rivolto delle domande, e lui non ha parlato. Aveva, a detta dei presenti, un atteggiamento sommesso, ben diverso da quello tenuto all’inizio della drammatica vicenda dell’omicidio di Noemi Durini. È durato circa un’ora e mezzo l’incidente probatorio che è servito ad acquisire la prova durante il futuro processo e che si svolge alla presenza di tutte le parti.

Lucio doveva essere presente. Alle 9 del mattino è arrivato a bordo del cellulare della polizia penitenziaria, fatto entrare, nella massima riservatezza, da un ingresso secondario. Prima di cominciare, un breve colloquio con il suo avvocato, Luigi Rella al quale ha chiesto la possibilità di essere trasferito. L’esito della perizia psichiatrica è noto: capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio. È proprio questa relazione, stilata dai periti della procura dei minori e dai consulenti nominati dal gip, al centro dell’udienza che si è tenuta in mattinata nella sede della Procura dei minori di Lecce. E’ stata quindi la giornata del confronto sulla perizia. Alla difesa è stata data la possibilità di fare delle domande ai periti e contestare alcuni punti che non convincono: se Lucio era capace di intendere e di volere , perché nei mesi precedenti all’omicidio era stato sottoposto a ben tre trattamenti sanitari obbligatori? L’argomento della lettera che Lucio ha scritto per discolparsi accusando dell’omicidio il meccanico di Patù non è stato trattato.Uno dei legali della famiglia di Noemi non ha dubbi che Lucio fosse lucido al momento dell’omicidio.

 

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