Due rapine in poche ore: fanale rotto e smania da “gratta e vinci” incastrano una coppia

LECCE – La foga di voler riscuotere l’incasso dei gratta e vinci rubati, il faro anabbagliante rotto della lancia Lybra utilizzata per mettere a segno i colpi e poi il classico sopralluogo il giorno precedente alla rapina. Sono i dettagli che hanno incastrato Orazio Rocco Valente, 52enne, e Anna Gaetani, 53enne, entrambi di Ugento. Per lui all’alba è scattato l’arresto, per lei i domicilari. L’accusa è di rapina in concorso pluriaggravata, i fatti risalgono allo scorso gennaio.

Nel primo episodio, il 9 gennaio, la coppia ha pedinato un dipendente di una tabaccheria di Ugento fino a Miggiano. L’uomo fu costretto a fermarsi, mentre era alla guida della sua auto, in una stazione di servizio lungo la 374, la Miggiano-Taurisano. I rapinatori, tenendolo sotto la minaccia di una pistola, gli avevano intimato la consegna dell’incasso che la vittima però non aveva con sè. In quel caso il colpo andò a vuoto, l’uomo fu colto da un malore.

Dopo poche ore, alle 5,30 del mattino, i due armati di pistola hanno atteso una dipendente del bar-tabaccheria “Lopes” nell’area commerciale “Angeli”, a Presicce, sulla strada per Salve. Avevano i volti coperti da passamontagna e sciarpe. Si sono dati alla fuga a piedi: in saccoccia diversi biglietti Gratta & vinci e stecche di sigarette, per un valore di circa 3mila Euro.

Le indagini congiunte dei Carabinieri di Lecce, Tricase e Casarano hanno consentito la svolta, grazie anche alle riprese delle telecamere di videosorveglianza. I dettagli sono stati illustrati in conferenza.

Nelle immagini di videosorveglianza una costante: una lancia Lybra grigia (che ha dato il nome all’operazione), con un faro anabbagliante rotto. Poi una testimonianza: nelle ore successive all’uytimo colpo, quello a Presicce, la coppia si è recata in una tabaccheria di Alliste, per incassare la vincita dei biglietti trafugati. Il loro fare sospetto ha messo in allerta il titolare: le immagini hanno tolto ogni dubbio. Gli stessi volti erano stati catturati dalle telecamere del bar “Lopes”, il giorno precedente alla rapina: un caffè, qualche occhiata intorno per tastare il terreno e qualche domanda di troppo sui gratta e vinci esposti in vetrina. Il preludio di quello che sarebbe successo a distanza di 24 ore.

Dell’arma utilizzata ancora nessuna traccia, durante una perquisizione domiciliare sono state rinvenute invece le munizioni. Valente, per il quale si sono aperte le porte del carcere, potrebbe aver collaborato ad altre rapine.

La lancia Lybra, galeotta per l’arresto, fu data alle fiamme il 19 gennaio.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*