Regole contabili e equilibri di bilancio, la Corte dei conti mette in guardia il Comune di Lecce

LECCE – Regole contabili e equilibrio del bilancio, la Corte dei Conti mette in guardia il Comune di Lecce: entro 60 giorni deve adottare i provvedimenti correttivi.

C’è un serio problema di liquidità che fa riferimento agli anni dal 2014 in poi. Nella prima fase il sindaco era Paolo Perrone, nell’ultima Carlo Salvemini.

Il continuo ricorso all’anticipazione di tesoreria, con gli interessi annessi, complica la situazione. La Corte dei Conti fa riferimento a una delibera del novembre scorso, che oggi è andata in commissione, per poi essere portata in consiglio comunale per la presa d’atto ufficiale.

Le criticità rilevate dai magistrati riguardano diverse voci. La situazione di cassa: l’esame di rendiconto 2014 dà una differenza di parte corrente di -4.880mila Euro. La criticità è strettamente connessa alla difficoltà di riscossione, che poi si traduce nel ritardo del pagamento dei propri debiti. Stessa problematica si riscontra nell’esercizio 2015, che ha chiuso con una differenza di parte corrente negativa pari a quasi 96 milioni di Euro.

Come si diceva, la riscossione delle entrate è un punto cruciale: il Comune di Lecce è creditore di più di 20 milioni di Euro per il solo 2014. La situazione debitoria: anche se in diminuzione, lo stock dei debiti certi, liquidi ed esigibili, è di circa 12 milioni di Euro. Per la Corte dei conti la criticità non può dursi superata.

Si parla poi di mancato aggiornamento dell’inventario, fermo al 2010. In conclusione, la Corte dei Conti, con riferimento al rendiconto 2014 del Comune di Lecce, dichiara che “costituiscono violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione, e irregolarità suscettibili di pregiudicare gli equilibri economico-finanzairi dell’Ente, le difficoltà di cassa, con la differenza negativa di parte corrente, il reiterato ricorso all’anticipazione di tesoreria e la mancata completa brestituzione a fine esercizio, le difficoltà di riscossione delle entrate tributarie e da recupero evasione, nonché delle sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, la scarsa movimentazione dei residui vetusti, la mancanza di chiarimenti in merito alla contabilizzazione di voci tra i servizi conto terzi, la rilevante esposizione debitoria, i tempi di pagameno superiori ai limiti di legge, il superamento dei parametri di deficitarietà strutturale…” e per questo prescrive che il Comune adotti ogni misura correttiva idonea a superare definitivamente le criticità rilevate.

Ora ci si chiede come farà il Comune, se non riesce a riscuotere quanto gli è dovuto? Con tagli delle spese e aumento delle entrate, ma le tasse sono già praticamente al massimo.

 

 

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