I consiglieri aspirano al Parlamento? La Regione si ferma per un mese

BARI – Una prassi tanto consolidata da non stupire nemmeno più: il Consiglio regionale, per la quindicesima volta, termina per mancanza di numero legale. Insomma, il solito fuggi fuggi generale. Ma lo stillicidio delle sedute mai complete presto terminerà perché quello in programma la prossima settimana, fatti salvi colpi di scena, sarà l’ultimo Consiglio fino alle elezioni politiche del 4 marzo. Cosa mai c’entreranno gli eletti pugliesi con il rinnovo delle due camere del Parlamento? C’entrano, perché gli aspiranti onorevoli in via Capruzzi sono molti. Se già, dunque, quando tutti dovrebbero essere al proprio posto non si riesce a concludere una giornata di lavori, figuriamoci – è stato il ragionamento – quando si è nel pieno della campagna elettorale. Aspirazioni multiple, insomma che sono destinate a bloccare l’attività dell’assise. Il fermo, in realtà, servirà anche alla stessa maggioranza per tirare un profondo respiro e capire come intende proseguire l’ultimo miglio della legislatura.

Prima dello scioglimento della seduta, comunque, il parlamentino ha scelto di non discutere le leggi sull’editoria, sul contrasto al gioco d’azzardo e sull’agricoltura sociale. Il via libera è arrivato, invece, per la legge sulla valorizzazione dei rituali festivi del fuoco. Nel giorno della Focara di Novoli passa il sostegno economico – 100mila euro annui totali – ai riti che abbiano un valore religioso, culturale, turistico e che rientreranno nel registro regionale. Sì anche alla legge per Taranto il cui obiettivo è il riposizionamento economico e produttivo, sociale e culturale della città, da perseguire spingendo le risorse locali, le start up, le infrastrutture, la sanità, l’accesso al credito, il ricollocamento dei disoccupati e degli inoccupati e varando, al contempo, il Piano Strategico “Taranto Futuro prossimo”.

 

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