Pit9, contro la crisi mai spesi 18,6 milioni di euro. Corsa per non perderli

CASARANO- Quei soldi avrebbero potuto rappresentare una vera boccata d’ossigeno in un periodo di crisi neressima per il tessile-abbigliamento-calzaturiero. Eppure, per l’area del Pit9, con capofila Casarano, ben 18,6 milioni di euro stanziati non sono mai stati spesi. E ora è corsa ai ripari per evitare che vengano depennati. Si tratta, infatti, di fondi stanziati con una legge di dodici anni fa (l.n.51/2006),“risorse non utilizzate in perenzione amministrativa”. Significa che, appunto, rischiano di essere cancellate, per evitare che le amministrazioni statali abbiano a disposizione nei propri bilanci considerevoli stanziamenti da impegnare e spendere in esercizi ormai lontani da quello in cui la spesa è stata autorizzata. Non sono gli unici soldi in bilico. Molti altri riguardano il Brindisino: 10,3 milioni di euro per il capoluogo, soldi mai impegnati e pari esattamente alla metà dei 20,6 milioni di euro del programma degli interventi di reindustrializzazione e di promozione industriale varato nel 2007, sulla base di una legge risalente addirittura al 1989; altri 14,9 milioni rimasti in soffitta sono quelli mai giunti nei comuni della provincia per le agevolazioni previste nel 2005 per le aree di crisi settoriale. Soldi che c’erano, dunque, e che il territorio è stato incapace di spendere. Torneranno a Roma? Bari sta tentando la carta di un nuovo accordo di programma tra Ministero dello Sviluppo Economico- Regione Puglia- Invitalia e il 12 dicembre scorso la giunta ha approvato lo schema alla base della possibile nuova intesa. Obiettivo: promuovere le iniziative imprenditoriali negli stessi territori per cui quei fondi erano stati stanziati. Per il Leccese, il Pit9, concepito nel 2004, doveva essere lo strumento che avrebbe rinvigorito l’economia della parte meridionale della provincia, dall’asse Gallipoli-Otranto fino a Leuca, con 69 Comuni. Un piano finanziario da oltre 54 milioni di fondi stanziati solo dalla Regione e il resto giunti dai bilanci statali e comunitari. Luci e ombre, però, hanno segnato le vicissitudini del Pit9, con le inchieste che si sono abbattute soprattutto sul Comune di Casarano, ente capofila, ma anche su aziende, come la Sparkle, e incompiute, come la piattaforma logistica di Melissano. Nel mezzo, anche i soldi che sul territorio non sono mai arrivati perché mai richiesti al Mise. Anche riattivandoli, da soli non basteranno: la Regione ci metterà di suo 15 milioni di euro, derivanti dal POR Puglia 2014/2020, tramite il ricorso agli strumenti di incentivazione alle aziende, attraverso Contratti di Programma, Programmi Integrati di Agevolazione (PIA) Medie Imprese, Programmi Integrati di Agevolazione (PIA) Piccole Imprese, Aiuti agli investimenti iniziali alle micro, piccole e medie imprese. Le società che ne beneficeranno saranno tenute ad assumere personale prevalentemente locale. Un’altra chance, se andrà in porto, per altri 3 anni. 

 

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