Dalla guardia medica aut aut alla Asl: “Ci aiuti o ci rivolgeremo ai Nas”

LECCE- Il boom influenza porta i medici ai ferri corti. L’aut aut rivolto alla Asl arriva dai sanitari della Guardia medica di Lecce, ospitata al Vecchio Fazzi: “senza i rinforzi chiesti nei giorni scorsi – dicono – saremo costretti a rivolgerci ai carabinieri del Nas, perché la situazione è insostenibile”. Le criticità sono dilaganti e a quelle che si sono accumulate nel tempo si aggiungono le nuove, dovute all’emergenza del momento, vale a dire la sindrome influenzale galoppante nel periodo festivo, un mix che stende al tappeto la macchina sanitaria. Il giorno prefestivo e il lungo week end “rosso” alle porte, con la conseguente chiusura degli ambulatori dei medici di base, riacutizza i problemi.

“Se il direttore generale non ci mette la propria faccia nel risolvere la questione, se non ci aiuta rimpinguando il personale, noi non possiamo fare altro bussare ai Nas”, dice il dottor Mario Giugno anche a nome dei colleghi. In mattinata, a lavoro c’erano tre unità su quattro, con una dottoressa che, finito il turno di notte, è rimasta a coprire anche quello della mattina e un’altra in trincea anche se con la febbre. Ma in piazzetta Bottazzi la situazione era già esasperata: igiene scarsa, bagno delle donne otturato, stampante per i certificati rotta da un anno e mai sostituita. “In assenza dei medici di famiglia, come sta accadendo ora, i pazienti ci chiamano anche per la prescrizione di esami urgenti, cosa che noi non possiamo fare”, dicono dalla Guardia medica cittadina. Al momento nessuna risposta è arrivata dalla Direzione generale, sebbene già all’indomani di Capodanno il direttore sanitario Antonio Sanguedolce abbia dichiarato di voler interfacciarsi proprio con le guardie mediche. Per il resto la situazione resta di affanno, ma più gestibile rispetto alla giornata nerissima del 2 gennaio: il 118 continua ad essere preso d’assalto con circa 440 chiamate negli ultimi giorni (il 2 erano state 580) e difficoltà a sbarellare; il pronto soccorso, specie del Fazzi, resta un porto di mare, tanto che in mattinata erano in attesa 40 persone, mentre altre 26 in visita. Non a caso, dai del Consiglio regionale c’è chi chiede, come il consigliere pentastellato Antonio Trevisi, di “aprire urgentemente il secondo ambulatorio al Pronto Soccorso di Lecce oppure pensare ad un mini Pronto Soccorso nel poliambulatorio in piazza Bottazzi”.

 

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