Tap, una foto scatena la “rissa” tra gli ex compagni Massa-Abaterusso

LECCE- E’ il 29 dicembre, sono le 9 del mattino e in aeroporto a Brindisi il deputato Pd Federico Massa colloquia con il manager di Tap Michele Elia. La foto fa il giro dei social e scatena la rissa virtuale tra due ex compagni di partito vicinissimi nel Pd fino a qualche mese fa, Massa da un lato e, dall’altro, il consigliere regionale Ernesto Abaterusso, che usa parole durissime: “stavo provando un certo schifo ad ascoltare”.

A pubblicare lo scatto è Dori Mengoli, dirigente provinciale di MdP, partito di cui fa parte Abaterusso e di cui è segretario Salvatore Piconese, che ha rilanciato con un post al vetriolo: “Ora si capisce tutto quel nervosismo esternato ieri dopo le parole di D’Alema sulla vicenda Tap”, ha scritto. Il riferimento è al rimprovero fatto dal “lìder maximo” alla deputazione parlamentare salentina, che non avrebbe fatto nulla per impedire Tap a San Foca, e alla replica di Massa, da sempre favorevole all’opera e per il quale “quando Tap sarebbe stata calata dall’alto, Massimo D’Alema era già autorevolissimo rappresentante del territorio”.

Massa, con ironia, ha accusato Abaterusso del “gentile servizio fotografico realizzato in aeroporto. Sono abituato a discorrere con tutti – ha detto – come si vede non in clandestinità”.

Replica il consigliere di Patù, nonché coordinatore regionale Mdp: “ero in aeroporto due ore prima del volo e l’on Massa, che, di solito, quando lo frequentavo io, arrivava all’ultimo minuto, era già lì a chiacchierare con il dr Elia. Quindi non incontro casuale, ma fissato. Ad un certo punto l’ineffabile onorevole inavvertitamente ha poggiato la sua borsa sulla sediolina affianco a quella dove ero seduto io e, a venti cm da me, voltandomi le spalle senza accorgersi che io ero lì, ha continuato a parlare con il dr Elia. Stavo sentendo tutto ciò di cui stavano discorrendo. Erano argomenti abbastanza interessanti. Forse non solo per il pubblico. Fossi stato quello da lui descritto avrei acceso il registratore del cellulare. Ma io non ho mai fatto la spia, l’on Massa lo sa bene. Almeno dovrebbe, visto che finge di aver dimenticato tante cose. E, correttamente, senza che lui neanche se ne accorgesse, mi sono spostato di almeno 20 metri. Anche perché stavo provando un certo schifo ad ascoltare. In quei pochi minuti di ascolto ho capito perché l’on. Massa, e con lui tutto il Pd, difende Tap”.

“Insulti e insinuazioni infamanti”, ribatte il deputato. Ma ora c’è chi chiede, noTap in primis, di rendere pubblico il contenuto della conversazione.

 

 

 

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