Tap, il segretario Pd contro Potì e Vendola: “Non si può scaricare la colpa a Renzi”

minerva

LECCE- Su Tap il Pd provinciale bacchetta tutti: dalle amministrazioni che si sono succedute a Melendugno all’ex governatore Nichi Vendola, fino a Berlusconi e Monti. E blinda, invece, l’apertura di Renzi, colui il quale – rimarcano da via Tasso – aveva offerto la possibilità, mai colta dalla Regione, di spostare l’approdo da San Foca.  Ippazio Morciano, segretario provinciale del Pd, rilancia sul tema.  Per lui è “storia” che la responsabilità della scelta del sito di Melendugno sia da rintracciare in capo agli amministratori comunali degli ultimi 20 anni, “perché – aggiunge – un’opera non viene calata dall’alto e forse qualcuno nel frattempo si è ricreduto, ma bisogna raccontare la verità”.  Responsabilità anche per il governo di centrodestra dell’allora presidente Silvio Berlusconi e per il successivo di Monti. Come dire, Renzi non c’entra nulla eppure finora il Pd è l’unico additato. “Tutto dovrebbe essere riletto a quel punto”, dice Morciano, parlando della possibilità, invece, che l’attuale sindaco Marco Potì possa essere candidato alle prossime politiche con “Liberi e Uguali”, partito che ha tra i fondatori anche l’ex governatore Vendola, a suo avviso principale responsabile dell’approdo di Tap a Melendugno, almeno per non aver proposto un’alternativa.

 

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