Concorso vigili urbani a Gallipoli. Sequestrati gli atti in Comune

LECCE- Scatta il sequestro di tutti gli atti che riguardano il concorso per vigili urbani nel Comune di Gallipoli. Un’inchiesta su una presunta parentopoli gallipolina nata dopo un esposto che denunciava come quattro concorrenti sui dieci risultati idonei al concorso per l’assunzione nella polizia municipale, sarebbero parenti di amministratori comunali. Le Fiamme Gialle hanno eseguito in queste ore il sequestro di tutti gli atti riguardanti il concorso. Un sequestro disposto dal pm Roberta Licci che è la titolare del fascicolo d’inchiesta con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio al momento a carico di ignoti. I finanzieri sono da questa mattina nel comune di Gallipoli e precisamente nell’ufficio Risorse Umane. Le denunce, lo ricordiamo, sono state presentate da alcuni aspiranti concorrenti esclusi dalla graduatoria, che avevano già presentato ricorso al Tar. Tra le anomalie denunciate anche l’interrogativo sul perché di due concorsi per stesse mansioni, il numero dei test sottoposti, la ripetizione di circa 1/3 di questi tra la prima e la seconda preselezione, il numero complessivo dei candidati ammessi alla prova definitiva inferiore rispetto al numero che effettivamente poteva esser ammesso al superamento dei test di preselezione. Tutto regolare per il presidente della commissione del concorso, il segretario generale Giancarlo Ria che aveva assicurato di non conoscere nessuno e di non aver potuto quindi attuare alcun tipo di favoritismo.

Nel frattempo si è svolta  l’udienza innanzi al Tar di Lecce per decidere sull’istanza cautelare contenuta nel ricorso proposto da un candidato risultato idoneo non vincitore nei confronti della graduatoria finale del concorso indetto dal Comune di Gallipoli per l’assunzione di dieci agenti di polizia municipale a tempo indeterminato. Con una determina dell’aprile scorso, rilevando l’esigenza di assumere nuovo personale, il Comune aveva indetto quel concorso, cui hanno poi partecipato oltre 550 candidati. All’esito della prova preselettiva – resa necessaria dall’elevato numero di partecipanti – e delle successive tre prove d’esame, il Comune ha approvato la graduatoria finale, nella quale – oltre ai dieci vincitori – figurano anche altri diciotto candidati risultati comunque idonei poiché hanno conseguito il punteggio minimo richiesto. Ritenendo non conformi alla disciplina nazionale in tema di concorsi pubblici i criteri di valutazione utilizzati dalla Commissione esaminatrice, uno dei diciotto candidati risultati idonei ha impugnato dinanzi al Tar Lecce gli esiti di quel concorso, richiedendo al Giudice anche l’adozione di una misura cautelare. Il Comune di Gallipoli, attraverso il proprio legale prof. avv. Pier Luigi Portaluri, si è costituto in giudizio a sostegno della legittimità delle operazioni concorsuali. Nell’udienza tenutasi al Tar ha ordinato al candidato ricorrente di estendere il contradditorio anche nei confronti degli idonei: infatti, secondo il Giudice l’azione giurisdizionale proposta potrebbe produrre effetti pure nei confronti di quei soggetti; pertanto essi devono potersi difendere in giudizio.  Il Tar ha quindi fissato per il prossimo 28 febbraio 2018 la nuova udienza per decidere sull’istanza cautelare.

 

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