Tap, Emiliano pronto a incontrare Gentiloni e Minniti per la “pace sociale”

BARI-  “Devo dire che in queste ore ho trovato ascolto e molta vicinanza nel Pd. Ho parlato poco fa con Renzi e credo che ascoltare dalla mia voce gli errori che sono stati compiuti potrebbe portare a una soluzione. E un incontro con Gentiloni e con Minniti, che ho sentito nei giorni scorsi, potrebbe portare alla pace sociale, senza bisogno di soldati”. E’ un Michele Emiliano meno barricadero del solito quello che dalle colonne del Corriere della Sera, sul gasdotto Tap, annuncia di aver dato disponibilità per un incontro, “insieme ai sindaci coinvolti”, con il ministro dell’Interno e con il premier. Dismessa, dunque, l’intransigenza che lo ha portato finora a rifiutare di essere presente, se non come uditore tecnico, ai tavoli sulle compensazioni ambientali per il gasdotto e ad annunciare la sua assenza ad un eventuale incontro a Lecce con il ministro del Mezzogiorno De Vincenti.  Porte aperte, adesso, per “spiegare – dice – che, proprio come dice il ministro Calenda, se si tratta solo di un tubo, non c’è ragione di farlo arrivare nel posto sbagliato”. E anche per provare a stemperare gli animi, visto che sul territorio la tensione continua a salire. Il governatore parla nel giorno in cui, con una presa di posizione netta del presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, tra l’altro nel Pd esponente della corrente Fronte Democratico che fa capo allo stesso Emiliano, è stato considerato inammissibile l’emendamento alla legge di Bilancio voluto da Palazzo Chigi e che avrebbe previsto l’arresto da tre mesi a un anno per i manifestanti che fossero entrati nel cantiere Tap o ne avessero bloccato l’accesso. Anche peggio, dunque, della zona rossa. “Militarizzare mezzo Salento avrebbe incendiato il clima, invece di raffreddarlo”, commenta Emiliano, che ora, appunto, si dice “pronto a incontrare” Minniti e Gentiloni, ribadendo il fatto che al gasdotto è favorevole, ma non lì, a Melendugno: “su 900 chilometri di costa pugliese forse ci può essere consentito di non far arrivare il gasdotto sulla più bella spiaggia dell’Adriatico, no?”, dice. Insiste sullo spostamento a Brindisi, “dove non ci sono preoccupazioni ambientali e turistiche”. Poi la frecciata al ministro Orlando: “quando farà il presidente della Puglia imparerà a domare lo spirito guerriero del Sud. Non è così facile come a La Spezia”. E la bocciatura piena di Calenda: “ Fa male ala nostra battaglia. Preferisco parlare con Gentiloni, di cui ho fiducia. Non con lui che è una parte, un soggetto politico non terzo”, ma, come lo aveva già definito, al servizio delle lobby del carbone e del gas.

 

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