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Ilva, Cgil tenta di mediare. Landini: “Non è il momento dei tribunali”

LECCE- “Abbiamo detto che non ci sembra il momento di ricorrere in tribunale; oggi c’è il tavolo di trattativa ed è quella la sede in cui trovare le soluzioni ai problemi che sono stati posti”. Maurizio Landini, segretario nazionale Cgil, a Taranto lo ribadisce: “Oggi andare in tribunale rischia solo di allungare e di spostare la discussione, mentre ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. La nostra posizione è stata molto precisa: avevamo chiesto al ministro di convocare il tavolo e non di sospenderlo e avevamo chiesto a Comune e Regione di ritirare i ricorsi”. Occhi puntati sul tavolo del 20 dicembre, dopo il tentativo di disgelo almeno tra governo e Comune, con la visita a sorpresa di Calenda al sindaco Melucci. La contrattazione sull’Ilva resta difficile. E va avanti il lavoro di cucitura delle posizioni, vista l’intenzione di Regione e Comune di non ritirare il ricorso al Tar contro il decreto che rinvia al 2023 la chiusura degli adempimenti sul piano ambientale. È la ragione per cui a Taranto è arrivato in mattinata anche il vertice della Cgil. “Tra l’altro il 20 si può discutere di tutto, a partire dagli investimenti, a partire dal danno sanitario, a partire – ha detto ancora Landini – dalle cose in più che si possono fare per il territorio, a partire dal fatto che c’è un problema di bonifiche territoriale che va oltre l’Ilva e oggi ci sono le condizioni non solo per far fare molti investimenti a Mittal e di garantire l’occupazione, ma finalmente anche di far partire la bonifica del territorio che come sappiamo non è solo Ilva. È più complicata ma va affrontata”. Nella sede della Cittadella delle Imprese anche il presidente di Legambiente Taranto, Lunetta Franco, la segretaria nazionale della FIOM Francesca Re David; Mimmo Nume presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto; Biagio De Marzo di Italia Nostra; Massimo Russo, portavoce del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti.  Revisione della tempistica relativa all’ambientalizzazione, innovazione tecnologica e valutazione del danno sanitario sono per la Cgil temi imprescindibili da cui far ripartire la trattativa.  “Il conflitto istituzionale è un danno, noi ce lo sentiamo sopra la testa, è una cosa che ha spostato dal merito la trattativa e che punta a ridurre il sindacato ad un ruolo di discussione di una parte e non del tutto”, ha detto Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil.

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