Assalto al cantiere Tap: oltre 50 manifestanti fermati e accompagnati in Questura

MELENDUGNO – Oltre 50 persone – secondo fonti di Polizia – sono state portate in Questura, a Lecce, dopo che nel pomeriggio un’ottantina di attivisti No Tap, con fumogeni e pietre, ha raggiunto la zona interdetta, a Melendugno, dove sono in corso i lavori per la costruzione del terminale del gasdotto Tap che collegherà il Mar Caspio alla Puglia. Alcuni attivisti sono stati accerchiati e respinti dai poliziotti. Durante l’azione, un sostituto commissario ha riportato fratture ed è stato condotto in ospedale, a Lecce, in ambulanza. I manifestanti portati in questura saranno identificati e nei loro confronti saranno valutati eventuali profili di responsabilità nell’assalto al cantiere.

Il gruppo di persone, stando alle prime informazioni, si sarebbe staccato dal corteo organizzato a San Foca, per manifestare il proprio dissenso nei confronti dell’opera, raggiungendo “la zona rossa”, istituita a protezione del cantiere. Forse un tentativo di violare la zona interdetta. Sarebbero stati esplosi anche alcuni petardi.  Le indagini sono supportate anche da riprese video eseguite da un elicottero che sorvolava la zona, in località San Basilio, interdetta e presidiata 24 ore su 24 dalle Forze di polizia su disposizione della Prefettura di Lecce.  Sarebbero coinvolti anche alcuni ragazzi giovanissimi, per questo sul posto, oltre ad alcuni avvocati, si sono recati anche i genitori.

Nelle fasi delicate e concitate, che hanno richiesto l’intervento di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, ci sono stati alcuni feriti. Una ragazza ha avuto problemi ad una gamba ed è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi”.

Il Comitato no Tap denuncia con delle foto che sono stati in tre a dover far ricorso alle cure mediche “per ferite da manganelli”. Contuso anche un agente.

 

 

 

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