Melendugno si prepara al grande sciopero contro Tap. Commercianti compatti: “il dissenso ha valore”

MELENDUGNO-  La signora Santa, 73 anni suonati, ci tiene a dirci che, nonostante il raffreddore, non mancherà all’appuntamento. Mercoledì 6 dicembre è la data che segnerà la storia recente di Melendugno: c’è compattezza tra i commercianti che aderiranno alla serrata. Saracinesche abbassate in segno di protesta contro la costruzione del Tap.

Non c’è solo il dissenso al gasdotto. C’è anche la contrarietà netta al modo in cui il no delle popolazioni è stato scavalcato a piè pari. Il centro di Melendugno è tappezzato di manifesti: “chiudo per dignità”. Per gli esercenti è il loro momento e non mancheranno.

Ci mettono la faccia, uno ad uno. Anche per rimarcare che si fa presto a dire “noTap”, a provare a schiacciare l’immagine di un movimento vasto e composito e a confonderla con quella di un piccolo gruppo di facinorosi. C’è grande attesa. Arriveranno altri colleghi anche dai paesi vicini e persino da Brindisi, in segno di solidarietà. Alle 8 partirà il corteo tra le strade del paese, con un’assemblea pubblica in piazza e poi la trasferta a San Foca.

Non è stato facile raggiungere la quasi totalità delle adesioni. Ma ora sono tutti convinti che protestare può servire, il loro grido non potrà essere ignorato a lungo.

Intanto, gli stessi noTap denunciano che minacce, da mittenti non meglio identificati, sono arrivate all’indirizzo di alcuni commercianti che non hanno dato la loro adesione alla serrata: “non sono i nostri metodi”.

 

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