Tap, Calenda: “situazione umiliante”. Cento commercianti pronti alla serrata

MELENDUGNO- Ancora polemiche e una dura serrata in vista contro il gasdotto. Il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, oggi, ha rincarato la dose: “Noi siamo in una condizione in Italia per cui un gasdotto come il Tap è in una situazione umiliante per il nostro Paese, non riusciamo a fare un tubo di un metro e mezzo”, ha detto alla presentazione del World Energy Outlook all’Eni. “Dobbiamo fare una battaglia su una cosa – ha aggiunto – che è il fatto che per ogni infrastruttura che viene fatta sembra che il territorio venga violentato, anche se è un tubo di un metro e mezzo sottoterra di 16 metri”.

Nel Salento, però, la contestazione va avanti. “Chiusi per dignità” è lo slogan scelto da un centinaio di commercianti di Melendugno e Vernole, pronti alla serrata, mercoledì 6 dicembre, contro “un’ opera – spiegano – che segnerà un cambiamento radicale nelle scelte di sviluppo economico finora adottate dal territorio. Agricoltura, pesca e turismo sono il volano per la nostra economia. Non crediamo a quanti, politici compresi, ci raccontano che le grandi opere e le grandi industrie portano benefici sotto il punto di vista occupazionale. Crediamo, altresì, che sia venuta a mancare la democrazia nelle scelte strategiche; nessuna consultazione popolare e nessun confronto con la popolazione è stato intrapreso. Ci sentiamo esclusi e considerati cittadini di serie b in un territorio militarizzato, come fosse zona di guerra, in un territorio che sta subendo la distruzione e a cui viene negato il diritto a manifestare il dissenso. Il sei sarà un giorno di riscatto, un altro giorno di lotta, un altro giorno di festa che farà male alla società tap e a chi l’asseconda”.

 

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