Rimborsi Tari: Codacons chiede al Comune tavolo di confronto

LECCE- “Dobbiamo evitare l’apertura di un contenzioso costoso per i cittadini e deleterio per una sana amministrazione comunale”. Così il Codacons di Lecce ha inviato alla posta elettronica del protocollo della Città di Lecce la formale richiesta di apertura di un tavolo di confronto e di conciliazione tra l’Amministrazione Comunale e le Associazioni dei Consumatori operanti sul territorio sulla vicenda Tari, la tassa sui rifiuti al centro della bufera perché alcuni comuni avrebbero “gonfiato” le cartelle delle famiglie. La tassa, lo ricordiamo, ha due componenti: una fissa e una variabile. “La componente fissa viene determinata tenendo conto dei metri quadri dell’immobile, comprese le pertinenze, ovvero anche garage e cantine, ad esempio. Partendo da questa base, vi è un ulteriore elemento. Questa variabile tiene conto anche del numero dei componenti del nucleo familiare” ci aveva spiegato l’avvocato Tanza di Adusbef. La gonfiatura avviene quando i comuni applicano a ogni unità immobiliare sia la quota fissa sia quella variabile. Quest’ultima, invece, essendo correlata solo al numero degli occupanti, andrebbe associata all’intera utenza. Il Codacons di Lecce si dice perfettamente consapevole “che la partita innescata dagli errori TARI dovrebbe essere a saldo zero per il Comune di Lecce (anche se degli errori commessi qualcuno dovrebbe farsi responsabilmente carico), ma tale circostanza deve indurre tutti i soggetti interessati non ad ostacolare il legittimo diritto dei cittadini a vedersi restituito quanto pagato di più, ma a collaborare per una felice e non dispendiosa conclusione della vicenda. In questo quadro si inserisce l’iniziativa del Codacons di Lecce e si attende in proposito un pronta e tempestiva risposta da parte degli uffici competenti”.

 

 

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