La storia che riemerge: ecco l’altare del Santuario di Minerva

CASTRO- La bellezza del Salento è racchiusa anche nella sua storia, proprio come   testimoniano i recenti  scavi avvenuti a Castro, nel Santuario di Minerva, dove è stato portato alla luce un altare. “I lavori – conferma il direttore scientifico della campagna di scavi Francesco D’Andria – non sono affatto terminati. Se c’è l’altare, rinvenuto poche settimane fa, vuol dire che siamo a pochi passi dal tempio. Fermarsi adesso sarebbe un delitto. Quando sono arrivato, esisteva un unico libro, che si chiamava “Panorama archeologico dell’estremo Salento”. Oggi il Salento ha recuperato la sua centralità attraverso la storia, e noi possiamo usare la storia per ribadire in maniera ancora più forte la centralità di questo meraviglioso territorio. La Regione ha fatto tantissimo per sostenere finanziariamente i lavori, e mi auguro che possa continuare a sostenerci. Anche perché, oltre che garantire la valorizzazione della nostra cultura attraverso la riscoperta delle nostre radici, il proseguimento dei lavori significa anche garantire occasioni reali di lavoro, non solo per i ricercatori e archeologi, ma per tutto l’indotto turistico attorno alla città e alla Puglia. L’interesse scientifico e mediatico è molto alto. Ma c’è ancora tantissimo da fare”.

Nel frattempo,  in attesa delle opportune risorse,  l’amministrazione di Castro sin da ora dimostra il suo interesse nel continuare ad essere vicina a questo importante progetto.“È nostra intenzione -afferma il vice sindaco di Castro con delega a Turismo e Cultura Alberto Antonio Capraro- continuare a lavorare alacremente in ambito archeologico, anche attraverso la promozione di forme di turismo legate all’archeologia. Abbiamo stipulato un gemellaggio, per il quale aspettiamo solo la ratifica dei Ministeri, con la città turca di Edremit, da cui parte, secondo il racconto virgiliano, il viaggio di Enea, e siamo a buon punto per il riconoscimento a livello comunitario della rotta di Enea, con i comuni capofila di Castro ed Edremit. Ringrazio tutta la comunità di Castro, che vive con passione e coinvolgimento i lavori di scavo, e soprattutto il Prof. D’Andria e il suo team, che hanno contribuito, con le loro scoperte, a rendere Castro una dei siti più importanti al mondo in ambito archeologico. Sono certo che lavorando in sinergia con le diverse istituzioni, saremo in grado a breve di portare alla luce nuove eccezionali scoperte e di valorizzarle nella maniera che meritano”.

 

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