Operazione Diarchia, giudizio immediato per Montedoro e altri 15

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CASARANO- Giudizio immediato per 16 indagati nell’operazione Diarchia che il 30 maggio scorso smantellò il clan guidato dal boss Tommaso Montedoro, di Casarano, ex amico e socio di Augustino Potenza, ucciso il 26 ottobre del 2016. Su richiesta dei due magistrati inquirenti, Guglielmo Cataldi e Massimiliano Carducci, il gip Alcide Maritati ha fissato il giudizio immediato. Si salta quindi l’udienza preliminare e si va direttamente al processo, fissato per il 6 febbraio prossimo davanti ai giudici della seconda sezione. Un procedimento penale che si applica quando sussiste l’evidenza della prova. Gli avvocati degli indagati valuteranno, entro 15 giorni, se chiedere il giudizio abbreviato. Gli arresti furono eseguiti dai carabinieri del Reparto Operativo e dal Nucleo Investigativo di Lecce il 30 maggio scorso con un decreto di fermo urgente per salvare la vita a Ivan Caraccio, condannato a morte dal clan mafioso guidato da Tommaso Montedoro che dai domiciliari a La Spezia teneva le fila del sodalizio . Il blitz era scattato dopo un anno e mezzo di indagini partite dall’omicidio di Augustino Potenza e poi proseguite dopo il tentato omicidio di Luigi Spennato. Secondo gli inquirenti, per quest’ultimo fatto di sangue, Montedoro è stato il mandante, i cugini Luca del Genio, 26 anni e Andrea Antonio del Genio31, entrambi di Casarano, gli esecutori materiali. Le indagini a cui seguì l’operazione Diarchia aveva fatto luce sulla perdurante attività criminale nel territorio Casaranese e non solo, con Montedoro e Potenza a capo del clan, la “Diarchia”dei due Cesari , appunto, nome dato all’operazione.

 

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