Drudi: “Noi i più forti? Lo dobbiamo dimostrare”

Mirko Drudi, 30 anni, difensore del Lecce , confermato al centro della difesa

LECCE – (di Tonio De Giorgi) Nel prossimo fine settimana il Lecce riposa, ma drizzerà ugualmente le antenne sul campionato perché il calendario metterà di fronte, venerdì, Trapani e Catania. I giallorossi potrebbero non essere più soli al comando se il Catania dovesse vincere in casa dei cugini del Trapani. “Guarderemo questa partita, ma non determina nulla perché il campionato è ancora lungo – afferma Mirko Drudi, difensore del Lecce -,io personalmente spero che finisca in parità, ma in ogni caso ci sono ancora tantissime partite da qui alla fine del campionato”. Finora la stagione ha rispettato i pronostici estivi con Lecce, Catania e Trapani protagoniste. “C’era anche il Cosenza, almeno sulla carta – ricorda il difensore -, però la squadra calabrese ha avuto delle difficoltà”. Il centrale difensivo giallorosso non si sbilancia e i pronostici li lascia agli altri. “Noi i più forti? Anche nella passata stagione lo eravamo, poi sappiamo come è finita – continua -. E’ sempre il campo il giudice supremo, a noi tocca confermare sul rettangolo verde se veramente siamo la squadra più forte”. Intanto Drudi sta cercando di recuperare il terreno perduto a causa dell’infortunio che ha rimediato a Caserta contro la Juve Stabia. “Ora sto bene – assicura -, purtroppo quando sono rientrato in squadra non mi sono potuto allenare a pieno regime tra partite ravvicinate e viaggi”. La concorrenza in squadra non manca e gli aspetti da migliorare, anche in difesa, non mancano. “In una squadra che ambisce al primo posto è normale che ci sia concorrenza – spiega -, a noi spetta il compito di allenarci bene, poi spetta al mister fare le scelte. Per quanto riguarda l’atteggiamento difensivo, credo che nel calcio moderno non dipenda soltanto dalla linea difensiva, ma da tutta la squadra: gli attaccanti sono i primi difensori. E lo stesso vale per noi difensori: il mister vuole qualità nei passaggi verso i nostri compagni di attacco, servirli con palle sporche non li aiuta a fare gol, soprattutto perché hanno determinate caratteristiche. Dobbiamo curare questi aspetti mentre per quanto riguarda la mentalità, il nostro allenatore ci trasmette sempre quella vincente”.

 

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