Salvemini presenta all’assise il suo programma, la minoranza non lo “benedice”

LECCE  – In consiglio comunale a Palazzo Carafa per la prima volta solo posti in piedi tra i banchi dell’opposizione. Tutti presenti e in apertura tutti in silenzio per un minuto in memoria dell’assessore regionale Salvatore Negro venuto a mancare giorni fa. Poi il dibattito si accende perché il primo punto all’ordine del giorno consiste nell’esposizione delle linee programmatiche per i prossimi 5 anni.

L’opposizione c’è e si fa sentire, definendosi all’unisono poco coinvolta. Il sindaco Salvemini ricorda quando seduto tra i banchi dell’opposizione ha condiviso anche proposte altrui per il bene della città. “Oggi- ha detto- auspico lo stesso atteggiamento. Non intratteró trattative segrete, chiedo a tutti pubblicamente di condividere il mio programma”. A rispondere è il consigliere nonché già candidato sindaco Gilberti:”sarebbe giusto, doveroso, saggio e politicamente efficace (considerato anche il risultato del primo turno) prendere spunto dal nostro programma elettorale serio e studiato. Spero non si cada nella tentazione di un approccio muscolare, un programma imposto con la forza e senza dialogo”.

A fargli eco sono i colleghi d’opposizione Giordano, Finamore, Monticelli Cuggió, Messuti, Mazzotta, Perrone, secondo i quali “la collaborazione invocata fino ad ora non è stata rispettata”.  “Ci aspettavamo una riunione con i capigruppo ad esempio prima dell’ufficializzazione del programma” ha precisato Mazzotta. Secondo l’ex sindaco Perrone “il programma vive anche di rendita -ha detto- e questo i leccesi lo sanno. La luna di miele con la città sta finendo, come un uomo tradito -ha detto- non vorrei sindaco che tu fossi l’ultimo ad accorgertene”.

Tra i banchi della maggioranza i consiglieri Mola, Molendini, Fragola, Nuzzaci, Spagnolo, Giannotta, De Matteis, De Giovanni e Rotundo invitano lo schieramento frontale a non perdere l’opportunità di lavorare insieme: “una classe dirigente integrata- hanno detto- tra vecchio e nuovo alla città può dare tanto”.
Tra inviti alla collaborazione da una parte e manifestazioni esplicite di dissenso dall’altra, l’aventino del Centrodestra sembra giunto al capolinea, l’ostruzionismo forse no.

 

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